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Archives de Catégorie: poesie di claudia patuzzi

Piccolo vocabolario tascabile

12 jeudi Juin 2025

Posted by biscarrosse2012 in poesie di claudia patuzzi, scritti e disegni di e su claudia patuzzi

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Albert Camus, Canal Saint-Martin, Carlo Levi, Claudia Patuzzi, Dante Alighieri, Giacomo Leopardi, Italo Calvino, Jacques Prévert, Jean-Paul Sartre, Jorge Luis Borges, La riva destra, Parigi, Primo Levi, Umberto Saba, Vincenzo consolo

La passerella Bichat sul Canal Saint Martin (Parigi, X), acrilico su tela di Paolo Merloni

Piccolo vocabolario tascabile

Ovunque sola
ovunque straniera
ho compreso che le parole
come le pietre[1]
hanno il potere di abbattere
le lingue e le frontiere.

Quante parole cadono con fragore ?
Quante ondeggiano ancora nel vento ?
Quante parole tacciono, senza voce,
recluse nel cuore ?

Ci sono le parole-nave
veloci e leggere
che approdano sulla spiaggia dell’ « altro »
col sorriso di un ignoto marinaio[2]

Ci sono le parole-freccia
aguzze[3] come schegge di cristallo
che perforano lo schermo grigio
dell’ indifferenza e della rassegnazione.

Ci sono le parole-uccello
curiose e « vaghe »[4]
capaci di risuscitare la speranza
rinchiusa nella solitudine.

Ci sono le parole infantili
saltellanti come uno scoiattolo
che ci aiutano a ritrovare noi stessi
in un giardino perduto e incantato.[5]

Ci sono parole di sguincio rifrangenti
simili ai riflessi di uno specchio
prigioniere di misteriosi
labirinti e sogni.[6]

Ci sono le parole-onde
che attraversano gli ultimi rifugi
della storia, tutti gli inferni
e i cimiteri del mondo.

Ci sono le parole-fiore,
rosse come il sangue
degli innocenti,
che sbocciano sulle tombe
per ricordare l’ingiustizia.[7]

Ci sono le parole-rima
che raccontano ancora
senza annoiarci mai
le semplici parole :
« amore-fiore-cuore .» [8]

In fondo, per ultime,
ci sono le parole-vento
che volano minuscole nell’etere
in una bolla di sapone :
un folle volo.[9]

E per finire, nascoste in un angolo,
ci sono le parole inventate
non ancora trascritte
che premono sul guscio
come un pulcino nel nido.

002_finestra-gatto180

Qualcuno mi guarda (cliccare sulla foto per ingrandirla)

Claudia Patuzzi

[1] Carlo Levi
[2] Vincenzo Consolo
[3] Albert Camus et Jean Paul Sartre
[4] Jacques Prévert et Giacomo Leopardi
[5] Italo Calvino
[6] Jorge Luis Borges
[7] Primo Levi
[8] Umberto Saba
[9] Dante Alighieri

TRADUZIONE IN FRANCESE

13 aprile 2014

Un angelo per Francis Royo

11 mercredi Juin 2025

Posted by biscarrosse2012 in poesie di claudia patuzzi, scritti e disegni di e su claudia patuzzi

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Claudia Patuzzi, Francis Royo

 (disegno di Claudia Patuzzi)

Un angelo per Francis Royo

Il tempo d’un attimo, ahimè

il cielo s’è fatto buio

l’aria, una lastra di ghiaccio

si è appesantita di lacrime senza speranza.

Sospesi ai rami

la testa nascosta sotto le ali

gli uccelli si sono azzittiti

quando, di colpo, in fondo allo stagno

un cuore spezzato ha smesso di spedire

fuori dalle sue porte il suo sangue.

Aiuto! Ai bordi dell’universo,

in un tourbillon di atomi vagabondi,

Francis Royo ha lasciato cadere i suoi versi!

Qui da noi,

l’eco della sua voce di miele

risuona nel volo leggero

dei denti di leone, nella linfa

degli alberi, al riparo di un cielo

infinito, scivolando, come in sogno

sull’onda sconosciuta di un mare-madre.

Nel buio delle stelle

non smette mai

di sorriderci, volteggiando

tra i frammenti appuntiti

dei firmamenti in fuga

sfiorando, come una stella filante

tutte le tragedie del mondo.

Da un capo all’altro del Cosmo

danzano le sue voglie sublimi

affidando ai più intimi amici

lo slancio generoso delle sue parole:

«Non abbiate paura di rompere il velo!

Infischiatevene della nostalgia!

Nell’universo dei poeti,

ancor lungi dallo svanire,

io vi conserverò un posto

per non morire!»

Claudia Patuzzi

N.B. Avevo scritto questi versi l’indomani della scomparsa di Francis Royo. Io non smetto di essere toccata dalla bellezza delle sue poesie, dove incontro ogni giorno una nuova meraviglia, e confesso che la personalità tanto discreta quanto energica di quest’uomo straordinario mi manca moltissimo. Chiedo dunque scusa per la semplicità dei miei sentimenti di allora, che lascio alla loro brusca spontaneità. (8 luglio 2017)

C.P.

Il blu di me

08 dimanche Juin 2025

Posted by biscarrosse2012 in poesie di claudia patuzzi, scritti e disegni di e su claudia patuzzi

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Claudia Patuzzi, Filippo La Porta, Gattomerlino, Piera Mattei, poesie, Roma, Scrittrice

«Poche parole per dire come questo libro è nato: sono stata contattata da Giovanni Merloni che non conoscevo.  Ma lui scriveva accanto al suo nome “marito di Claudia Patuzzi”, che invece ho conosciuto e ammirato, e mi ha fatto sapere che Claudia alcuni anni dopo il loro trasferimento a Parigi si era gravemente ammalata e che ora vive solo nel ricordo di lui, che cerca di fare ordine nelle carte di lei.   Aveva trovato molte poesie anche se Claudia non ne ha mai pubblicate, preferendo di legare il suo nome al romanzo.  Nasceva così il progetto del libro che conterrà le poesie scritte da Claudia nell’ultimo periodo, con due delle buffe storie che Claudia pubblicava sul suo blog parigino, e anche il disegno di copertina sarà un suo disegno. Ma il libro riunirà inoltre Giovanni e Claudia, mediante una breve nota di lui alla loro vita insieme.» 

Piera Mattei (scrittrice ed editrice)

Copertina « Claudia » di Claudia Patuzzi e Giovanni Merloni, Gattomerlino, Roma, 2025

Filippo La Porta parla della poesia di Claudia Patuzzi

*

Quando sarò vecchia

I

Quando sarò vecchia

avrò due ali di farfalla

trafitte da uno spillo

una mentina di riserva

e un vestito paraurti

del dottor Gibaud.

Da brava ammutinata

bucherò lo skyline

sfonderò il cupolone

dell’urbe indifferente.

Al rallentatore, aggirerò

la rabbia e le curve

saltellando

al centro della strada

come un passero

tra miliardi di accidenti

felice dei miei vistosi

occhiali blu.

II

Quando sarò vecchia

avrò una cipria invisibile

molte rughe a sfoglia

una treccia color paglia

e un lifting da ragazza.

Felice del mio vento

cinguetterò trasognata

tra file di befane

contraffatte

in una pomposa nuvola blu.

III

Quando sarò vecchia

avrò una sola cataratta 

un cane dalla coda alzata

compagno fedele di giornata.

Tra protesi lavabili

correrò via riciclata

abbaiando alla vita sulla mia

motocicletta blu.

IV

Quando sarò vecchia

non avrò petto né pube

mi sveglierò un mattino

tirata a lucido col sidol

una lavagna lavata

da un pennello intinto

nel nirvana.

A braccetto con Siddharta

guiderò a zig-zag

come una cieca

il mio vagone

d’inchiostro blu.

V

Quando sarò vecchia

non sarò più una piuma

leggera e svolazzante

sotto la quercia antica:

ritornerò pietra. Sarà il vento

a scolpire il mio volto

di anziana cheyenne

nel granito di Finisterre

o nel marmo di Carrara.

VI

Quando sarò vecchia

le ossa smetteranno di suonare

il carillon.

Inseguita da nere guardie

accetterò la sfida

incendierò i vestiti

getterò chiavi e porcellane

schiaccerò la croce

veloce come Trilli

lancerò il mio giocattolo a molla

su un’autostrada blu.

VII

Quando sarò vecchia

parlerò ai morti

a colazione

pregherò i vivi.

Prima di dormire

innaffierò le piante

all’alba

tra l’urlo dei gabbiani.

Prima di morire

leggerò Dante e Topolino

libererò la mosca dal bicchiere

poi, in silenzio

metterò il crocifisso

tra le scope.

VIII

Quando avrò cento anni

volerò su una vecchia

Maserati amaranto

leggera come

una strega arruffata

libera di ghignare

al vento

il vaniloquio blu

di un secolo già morto.

IX

Quando sarò vecchia

aggirerò scale e pozzanghere.

Col tacco basso eviterò i rifiuti

col bastone scalzerò le tracce

dei bugiardi e sniderò

l’olezzo benestante

dei morti benpensanti.

Tra cristiane grasse e cicisbei

trionfanti scivolerò in silenzio

in sintetici indumenti da Star Wars

aspettando

sul ciglio della strada

il lampeggiante occhio

del Blu.

X

Quando sarò vecchia

odierò i bambini sputasentenze

i clienti inodori di Blockbuster

i commercianti senza scontrino

i controllori dei supermercati

i vicini spioni che non salutano

i bulli depilati che ridono negli autobus

i politici imbroglioni che masticano l’ostia

i preti impiccioni che ti guardano il sedere

i medici che rifiutano la morte

e tutti quelli che si

fingono buoni

poi mi dissolverò nel blu

e dichiarerò guerra.

XI

Quando morirò

voglio qualcuno accanto a me

a vedere la commedia.

Voglio dare spettacolo senza vergogna

e raccontare la barzelletta più idiota

e il ricordo più dolce.

Voglio gridare l’urlo più disperato

e l’amore più assoluto.

Voglio consegnare

l’incandescente lampada blu

a colei che mi è più cara e tenera

a colui che piangerà al mio fianco,

– quel giorno – senza voltarsi.

XII

Quando sarò morta

caduta da un ponte

sottile come l’aria

dormirò nel silenzio

di una laguna blu

che il Guardi non dipinse.

I pesci mi scivoleranno accanto

sinuosi e indifferenti

tra fluorescenti meduse.

XIII

Quando ero vecchia

credevo di essere eterna

pompavo sangue come una

fisarmonica imbevuta di Chianti

lanciata a pieno ritmo su una cordigliera

poi non ho visto l’incrocio blu

e sono morta.

XIV

Ora non ho tomba né fiori:

sola come Bruto maledico

il silenzio e l’ingiustizia

scansando l’odore dei morti

a gara col vento.

Claudia Patuzzi

(Roma, 21 maggio 2007)

Copertina del libro « Claudia » edito da Gattomerlino, 2025, part.

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