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Flash-back senza spiegazioni ?

Non so ancora abituarmi all’idea che ci saranno delle vacanze. Brevi o lunghe, non saprei dire se quattordici giorni di assenza sono pochi o molti. Queste vacanze nel sud della Francia saranno in ogni caso un tempo diverso, fuori dalle connessioni, lontano dalla mia torretta dove tutto sembra  facile e accessibile.
In questo tempo, dunque fino al 16 agosto, coloro che si affacceranno sul «ritratto incosciente» troveranno immancabilmente questa poesia in versi liberi, a volte molto vicini alla prosa. Ancora una volta una poesia risuscitata, tirata fuori da un cassetto recalcitrante e polveroso. Ricordi di altre vacanze, un breve soggiorno a Roma venendo da Bologna risalente a circa quarant’anni fa. Da ciò scaturisce una specie di punto interrogativo a cui voglio dedicarmi nei prossimi giorni: «È opportuno e corretto ritornare con una simile insistenza su un passato ormai risucchiato dal tempo; su due personaggi, un uomo e una donna, che non ci si ritroverebbero più, avendo ormai traversato una intera vita in mondi lontani, cambiati a diverse velocità l’uno dall’altro ? E questa narrazione incoerente, questa assenza totale di spiegazioni storiche, sono poi conformi all’idea, largamente condivisa tra i lettori, secondo cui la nostra vita è un teatro ?»
«E, pure ammettendo che il personaggio narrante, divenuto oggi vecchio e inutile, abbia vissuto, nella sua età migliore, più di una vita, perché non fornisce la spiegazione di ognuna di esse ?»
Dentro di me, ho dei forti dubbi. Alla vigilia di ogni pubblicazione, ho sempre paura che l’equilibrio precario di questa « relazione pericolosa » con il passato – basata su una sequela di flash-back senza spiegazioni – precipiti da un momento all’altro, trascinando con sé l’idea stessa della poesia, la sua forza, il suo senso. Fortunatamente, il giorno dopo c’è sempre qualcuno che trova in una parola o in una frase un’eco alle proprie gioie e dolori accumulati…

Vi spedirò, di tanto in tanto, qualche cartolina senza affrancatura, per mandarvi un saluto…
Per le nuove letture, arrivederci lunedì 17 agosto ! Ciao !
G.M.

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Due fratelli, Lello e Lellina (mio padre e mia zia), Roma 1925

In questi giorni

In questi giorni
come un deportato
in un’isola felice
sono distratto
dai sorrisi delle donne
dalle collane colorate
e quasi con piacere
consumo il buffo
andirivieni del tempo
i preparativi lunghi e gioiosi
per la vita o la morte.

Ritornando alla casa paterna
dove venivo « mostrato »
timido, curioso
vestito bene
osservo
come un bimbo malato
il rituale della festa
lo scoppiare delle voci
le corse per i corridoi.

In questi giorni
com’è difficile
pensare alle donne che amo
al loro profumo, alle loro risa
ai nascondigli di legno e paglia
di un amore adulto.

Ricordandomi di te
mi barcameno
nel buio di piombo
di sentieri invisibili
di gesti rallentati
di parole misurate
che parlano poco
delle nostre
due vite.

Ritrovare le nostre voci
soffocate
diventa un gioco
del gatto col topo
una gara dura
una lotteria
come dipanare un nodo di corde
col vento di sabbia negli occhi
e il vino nello stomaco.

Dobbiamo sperare
dopo le feste
di essere ancora felici.

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Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta dal ©Copyright.

TESTO IN FRANCESE