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scolpita 740

Coraçon maldito

Coraçon contesta
i colori rossi e viola di Tamayo
i minuscoli bigliettini
con grandi poesie,
la luce accecante
sulle labbra tirate
di Violeta Parra, poi
quella collana che indossi
quel cuore sulla pelliccia
e la borsa di giornali
e la giacca plaid
nella nebbia gelata del mercato, poi
le goffe orme nella neve
in un quadro
con dentro i tuoi occhi
e il nostro primo abbraccio
e l’indimenticabile
sapore di Drambuie
e la tua pelle levigata
e il tuo odore che mi stordiva.

Coraçon maldito
giugno ci ha portato
in palma di mano
dentro prati con file d’uva.
Subito dopo
ho dovuto traversare l’Italia
su una Volkswagen nera
lo stesso disegnandoti
lungo un nastro di suoni.
Subito dopo
la strada è piombata
nel chiasso del porto ;
dal ponte i bambini
rapiti dal mare
gridavano il mio nome
di padre perduto.
Subito dopo
mi sono steso per terra
nella pineta
battuto dal vento di aghi verdi.

Il mio cuore strappato
spaccato, sprofondato
circondato da muri spogli
si è alla fine rannicchiato
su un corto letto
su una ispida tela :
ma era impossibile
lontano da te
quel dialogo con te
con le tue meditazioni
col tuo libro.

Coraçon contesta
sorpreso ad amare
(di nuovo, daccapo)
anch’io nuovo, messo a nudo
in un pomeriggio
vestito di fazzoletti
nella casa assediata
e la mia forza viva
esplodendo, protestando
la sua libertà. Un estremo, solitario
attimo di chiarezza
a testa alta.

Coraçon maldito
villanella imprevedibile
prima un no poi un sì
e i nostri passi intrecciati
in un viale umido
in un portico gelato
ingoiando i rimorsi.
A ritroso, seguendo le parole
costeggiavamo
un muro di glicini
e il cappotto era invaso
dei peli bianchi
della tua folta pelliccia
e tu sconquassavi
la mia pigrizia, predicando i meriti
di una camminata sportiva
impetuosa, avevamo ben diritto
di calpestare le parole
l’ordine naturale delle cose.

Coraçon maldito
schiacciato, abbandonato
dalle correnti blu e viola
che tu ti porti addosso
non posso più fare a meno
dei tuoi gesti
dei tuoi sorrisi dolci
dei tuoi passi. Vieni qui
raggomitolati
sulla mia spalla.
Vieni: io ti regalo
la mia forza, le mie idee balzane
la mia triste passione per il sole.

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE 

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