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il ritratto incosciente

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Stella
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Diario di sbordo
Ritratto incosciente di Parigi
Testamento immorale

Zigzagando a ritroso, 1975 (Ossidiana n. 64)

04 mercredi Nov 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

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Foto presa in prestito da Archiwatch di Giorgio Muratore

Zigzagando a ritroso (1)

I
Mi sto conoscendo,
sto imparando a rispondermi.

Zigzagando a ritroso
nel silenzio assorto
di riflessioni profonde
ridisegno il mio itinerario
tra le trappole della pigrizia
dello spreco insensato
di energie disordinate:
lì ritrovo
il caleidoscopio spezzato
degli episodi brucianti
di una vita bruciata.

Scarabocchiando nel vuoto
mi tuffo nelle pieghe
di una fantasia nascosta,
affacciato
come un timido scolaro
dietro il soffocante muro
di una impossibile pazienza
di un esausto quieto vivere
di un ottuso, gutturale
ombroso assalto
a vischiose istituzioni
a rassegnati gerarchi
a loschi e ipocriti sensali.

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Pier Claudio Pantieri, Mercato Ortofrutticolo, Forlì, da un
articolo di Giancarlo Gatta, Forlì, pubblicato su Archiwatch
de Giorgio Muratore

II
Oggi
schiacciato dalle angosce
dai desideri inarticolati
mi riscopro vulnerabile
contestatore solitario
incapace di urlare.

Oggi
vorrei carezzare con foga
la sfuggente sirena
delle mie sterili ribellioni
delle mie voglie di rivolta
impresse sul film trasparente
di quel passato
di quei giorni
di quegli anni difficili
che esplodono
in silenzio e in ritardo
in mezzo ai passi vorticosi
di questi echi moribondi
che non muoiono mai.

003_antonioni pîttore

Un quadro di Michelangelo Antonioni, foto presa in prestito da Archiwatch
di Giorgio Muratore

III
Scarabocchiando
mi incammino su una terra mossa
aggrappato al miraggio
di una vita di doveri solidali
di tran tran coraggiosi.

Zigzagando m’avanzo
gettando via l’indirizzo
di questa chiocciola ricolma
di forza e di debolezza.

Dentro una natura ostile
nell’aperta campagna
minacciata da una tempesta
mai mi abbandono
mai mi rassegno
in un letto di formiche e avvoltoi.

D’improvviso
sotto le stelle
la musica degli zingari
mi regala — oh conquista! —
l’estraneità delle cose.

D’improvviso
il mio corpo è capace
di infinite prodezze
e divento ricco
attento, rispettoso
ansioso di misteri.

004_poltrone 16.10

Foto presa in prestito da Archiwatch di Giorgio Muratore

IV
Zigzagando di fuori,
il viaggio nella vita
nutrendosi di stupore
di riflessione e di azzardo
ha bruscamente spezzato
l’intimità
l’introversione patetica
del ragazzo
precocemente pensoso
che fui.

E’ un duro tragitto
cominciare e continuare
a pensare
gettare squarci di luce gialla
sull’estenuante manicheismo
di un mondo
che ha perso il coraggio
di scrutare l’ignoto
che disprezza la dialettica
e sa solo sbandare
senza mai sbagliare
tra bianco e nero
tra buono e cattivo
morale e immorale
onesto e disonesto
pigro e laborioso.

Durante la strada
dei miei trent’anni
sto diventando
forse un
UOMO.

Giovanni Merloni

(1) Questa poesia è nata da un abbozzo poetico del 1975, che ho rielaborato, parallelamente, nelle due lingue della mia vita : l’italiano d’origine e il francese d’adozione. A questa nuova scrittura ha del resto contribuito, inevitabilmente, l’esperienza della vita, le numerose prove che spesso hanno confermato, col passare del tempo, ciò che provavo allora sotto forma di disturbo indistinto o di intuizione anticipatrice.

Questa poesia è protetta da ©Copyright.

TESTO IN FRANCESE

Salire tra i gomiti d’acciaio, 1975 (Ossidiana n. 63)

10 samedi Oct 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

001_scottex nuova serie 001 180

Salire tra i gomiti d’acciaio

Salire tra i gomiti d’acciaio
delle montagne del tuo sguardo.

Entrare come un ospite
nel tuo sorriso.

Parlare sottovoce
indirettamente
d’amore
con la tua pelle
che esplode.

Abbracciare come un appiglio
tra la schiuma del motoscafo
le tue mani.

Rovesciare verso la sabbia
verso il testo incompleto
di una poesia d’amore
i miei occhi e i tuoi.

Nuotare insieme al tuo collo
carezzato dai ricci della nuca
verso un fondale di alghe gialle.

Ascoltare la tua versione
dei nostri errori
e riderne insieme.

Diventare protagonisti
di una ricchezza di emozioni
di un urlo di baci
di un felice passaggio
tra siepi rosse.

002_scottex nuova serie 003 180

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta dal ©Copyright.

TESTO IN FRANCESE

La migliore scuola, 1975 (Ossidiana n. 62)

28 lundi Sep 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

« Il personale è politico »

Sono il primo a restare sorpreso scoprendo, nelle pieghe delle mie lontane poesie d’amore, tracce chiare o contraddittorie di un discorso politico.
Sono anche stupito per un tale malessere, che mi portava a fare delle analisi lucide, nella realtà in cui vivevo, intorno ai segnali latenti di involuzione, di mancanza di coerenza e di tenacia anche in coloro che avevano così tanto voluto il cambiamento e la piena realizzazione della democrazia in Italia.
Com’era possibile un tale stato d’animo, nel 1975-1976, a Bologna? Proprio nel momento glorioso in cui il partito comunista italiano raggiungeva formidabili risultati alle elezioni regionali e politiche? Vedere il nero nel rosso di tante speranze che si ridestavano?
Era l’amore, coi suoi alti e bassi, che mi rendeva così pessimista? Di quali «strani maestri» parlavo?
Non certo di coloro che stimavo e frequentavo come padri e fratelli. Ma avvertivo, anche nella nostra isola felice, l’eco di un mondo che prendeva una brutta piega, di una democrazia imperfetta che era sempre più minacciata…
D’altronde, fu proprio nel 1975 che noi dovemmo subire la morte violenta di Pier Paolo Pasolini, un uomo che aveva avuto il coraggio di dire, in assoluta contro-tendenza, delle cose assai scomode, che nel tempo si sono rivelate terribilmente vere…
Avevo già, mi sembra, il presentimento di quello che stava lì lì per accadere. A cominciare dall’omicidio di Aldo Moro, la bomba alla stazione di Bologna, la grave corruzione che avrebbe segnato l’epilogo di una fase politica che aveva sempre ruotato intorno Democrazia cristiana o al partito socialista, fino all’arrivo di Silvio Berlusconi e dei suoi alleati della Lega Nord…
«Il personale è politico…» si diceva in quest’epoca ormai dimenticata. Per dire che la vita del singolo non può restare chiusa in una camera stagna e viceversa. Del resto, ognuno di noi avrà sempre a che fare con la vita degli altri, la collettività, la politica.
Forse ci avevano autorizzati ad amare più liberamente che nel passato, ma ci hanno poi levato, giorno dopo giorno, il diritto di parlare, di dialogare, di partecipare a una discussione costruttiva. Nel momento preciso in cui l’Italia era pronta a diventare un paese libero, ne è stata bruscamente distolta, in cambio di una falsa libertà, basata sul denaro e sull’egoismo istituzionalizzato. Un paese «disturbato», il mio.
G.M.

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Foto di Giorgio Muratore, da Archiwatch

La migliore scuola

I
Ci hanno fanno credere migliore
questa scuola senza inutili scorie
tra le liane e i serpenti
di una buia giungla carnivora.

Ci hanno insegnato
a impostare la voce
su pungenti note selvagge.
Ci hanno inculcato
una lingua senza aggettivi
un dialetto senza accenti,
perché non ci sentissimo esclusi
dalla lussureggiante kermesse
popolata da sorridenti fanciulle
inanellate.

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Foto di Giorgio Muratore, da Archiwatch

Ben presto
questi strani maestri
si sono appartati
ben bene bardati
di specchietti e collane
intorno a un fuoco
o un gorgo improvvisato.

Ben presto
hanno rispolverato
i loro strumenti di tortura
le loro informazioni di seconda mano.

Ora lo sanno come fare a disfarsi
di coloro che preferiscono
l’anti-retorica
guappa e spensierata
delle parole storpiate
delle storie inventate
delle voci incontrollate
dei silenzi eloquenti
dei gesti irriverenti.

003_terme-di-cotilia
Foto di Giorgio Muratore, da Archiwatch

II
Dopo la battaglia
la collina scoscesa
fu invasa da boy scouts
da colonnelli in pensione
da una pioggia di biglietti
di illusorie cacce al tesoro.

Dopo la sconfitta
le donne che avevamo amato
finsero di essere alberi
incollati ai muri
di disadorni appartamenti di periferia.

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Foto di Giorgio Muratore, da Archiwatch

III
In questa società priva di senso
sarà futile qualsiasi speranza
di eventi propizi.
Il parcheggio della giovinezza
non si aprirà nuove strade
da assoggettare alle ruote dei passi.

Ma almeno, malgrado tutto
voglio avere vissuto, voglio avere lottato.

Ma almeno, nonostante
quest’anima derisa
e questo corpo ferito
voglio avere amato.

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta da ©Copyright

TESTO IN FRANCESE

Per tutta la vita, 1975 (Ossidiana n. 61)

22 mardi Sep 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

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Bar estivo all’aria aperta nel recinto dei Recollets (Paris Xe)
sede dell’Ordine degli Architetti francesi

Per tutta la vita

I
Desidero un bagno
in una cascata
che scrosti le scorie
di questa guerra
il fango delle paludi
della confusione
degli escrementi
dei piccioni morti
delle tue parole
il vomito di sangue
della mia paura di soffrire.

Desidero riappropriarmi
del mio corpo
senza peso
della mia pelle senza colore
della mia testa
senza ossessioni.

Desidero il tuo abbraccio
tra foglie di leggenda
in uno statico quadro
di Leonardo.

Desidero quel clima di gioco
con cui è stato rischioso
scherzare.

Desidero il tuo sguardo
la solida roccia
del tuo sospiro
delle tue braccia.

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Bar estivo all’aria aperta nel recinto dei Recollets (Paris Xe)
sede dell’Ordine degli Architetti francesi

Desidero per tutta la vita
questo distacco
con cui sorrido
comprensivo e complice
agli imprevedibili eventi
di una vita diversa
inconsueta.

Desidero un ordine di cristallo
e una casa liquida
trafitta dal sole verde.

Desidero che tu mi accetti
che tu mi scelga
che tu mi riconosca
quello che tu hai tolto
quello che tu hai messo.

004_recollets 04 180

Bar estivo all’aria aperta nel recinto dei Recollets (Paris Xe)
sede dell’Ordine degli Architetti francesi

II
Bisognerebbe stare alla larga
da coloro che teorizzano
il proprio contingente equilibrio
da coloro che rigettano l’angoscia
da coloro che amano la vita
da coloro che si difendono
con ogni arma
da coloro che
inevitabilmente
ci trascinano.

Bisognerebbe stare alla larga
da persone come me
e come te.

005_recollets 05 180

Bar estivo all’aria aperta nel recinto dei Recollets (Paris Xe)
sede dell’Ordine degli Architetti francesi

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta da ©Copyright

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Ex abrupto, 1975 (Ossidiana n. 60)

16 mercredi Sep 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

001_cappelli dodo 180

Anch’io

Anch’io posso avere un senso
un rapido profilo
un capo e una coda.

Amarezza non è malinconia

Amarezza non è malinconia.

Amarezza è lo scherzo insensato
che ci piomba addosso
quando la passione, ottusa,
rotola a terra.

Amarezza è la forza
di guardarsi allo specchio
e restare ben saldi
scrutando
l’inutilità ritrovata,
e il vaso mai colmo
del nostro bisogno d’amore.

002_danzatori scoloriti

Ogni giorno è il primo e l’ultimo

Cos’è la bellezza
cos’è il dolore
ogni giorno è il più bello
ma anche il più triste.

Cos’è la giovinezza
cos’è la vecchiaia
ogni giorno è il primo e l’ultimo.

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta dal ©Copyright

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La nostra casa è un albergo, 1975 (Ossidiana n. 59)

13 dimanche Sep 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

001_photo cèze più gérard 180La nostra casa è un albergo

La nostra casa è un albergo.

La nostra terrazza
è la terra levigata
di un deserto che scotta.

Il nostro giardino senza recinti
è l’erba calpestata
di un privato proprietario
che ci ospiterà
fino all’alba.

I nostri vestiti scuciti
scivolano sull’asfalto
mentre corriamo,
a braccetto,
come due strani clown,
sempre salutando
quello scombinato casolare.

002_ossi_nuova 180

Forse un giorno

Forse un giorno
un cavaliere inesistente
del tutto indifferente
ti rapirà
con disinvolto galoppo
e fumi di polvere
intorno alle tue porte di pietra.
In mezzo alla cenere rossa
la sua piuma pervinca
trascinerà a terra la statua di calce
del nostro straziante monologo.

Aspettandolo,
il tuo corpo nudo,
spezzando il nodo che ci legava
sconvolgerà la duna
rivelando tra noi
uno strano deserto
di solitudine
dove si nasconde la forza
dimenticata
degli slanci d’amore.

Se ci penso, solo Ieri
le tue parole assediate
correvano intorno ai miei occhi
nella stanza assolata
di un ring sotto i riflettori.
In quel recinto inespugnato
nudi, ci carezzavamo,
senza mai pensare
senza mai montare sulla torre su in cima.

Nonostante
questa prova avvilente,
quel galante cavaliere inesistente,
con un gesto elegante,
mi ha ridato il suo vestito
il suo elmo insanguinato
i suoi guanti polverosi. Tra poco
lo spiraglio del tuo sguardo
traverserà il recinto d’ombra
del mio cuore guerriero
risuscitato
pronto a gridare.

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta dal ©Copyright.

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Lo stesso entusiasmo distratto, 1975 (Ossidiana n. 58)

07 lundi Sep 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

003_ossidiana doppia 180

Lo stesso entusiasmo distratto

Beninteso,
sono gli stessi luoghi
soggetti alla stessa ombra sorniona
con i loro vestiti da cerimonia,
con i loro sorrisi vuoti
indelebili sotto i lampi
di una stampa distratta
che sa già tutto, prima di arrivare.

Di certo,
altre fate
scherzose manipolatrici
bucheranno prima o poi
con le loro figurine carismatiche
quest’aria vecchiotta
quest’ombra cortigiana.

In questi luoghi
imbruttiti o abbelliti dal tempo
sarà sempre scolpita
la nostra voce zoppicante
ignara di vivere, pronta a morire
passando.

Ben volentieri
ci torno
anche se tu non lo farai.

Ben contenta,
tu acciufferai questo vento
anche se io non ci sarò.

Forse ogni pietra,
ogni cartello imbrattato
si ricorderà di me e di te
rivedendoci
intimamente avviluppati
nello stesso entusiasmo distratto.

001_ossidiana 003 180

Hai un appuntamento “in centro”

Hai un appuntamento “in centro”
in una città con i negozi illuminati.
Ma c’è ancora il sole
e le mani calde
e il caldo nello stomaco
e i colori prima del tramonto
disegnano e invadono
come nebulose
le tue forme sonnolente
il tuo passo veloce
verso un punto lontano
verso di me.

002_ossidiana 004 180

Fiorellino impigliato nella mia giacca

Fiorellino impigliato
nella mia giacca
conchiglia rosa
per i miei sassolini bianchi
ape regina
ape laboriosa
cicala vagabonda
mia carezza liberty
tra i sordi rumori
della vita violenta:
Ossidiana.

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta dal ©Copyright

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Ho deciso di scriverti, 1975 (Ossidiana n. 57)

01 mardi Sep 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

001_j'ai décidé 003 180

Ho deciso di scriverti

Ho deciso
che non farò niente
per ricordarti
(tanto è inevitabile)
niente per dimenticarti
(tanto è impossibile).

Ho deciso
che chiuderò con cura
la porta definitiva
del silenzio
lasciando fuori
gli inutili bilanci
le vane elucubrazioni
su ciò che è stato
oppure
su tutto ciò che poteva
succedere
se fossimo nati biondi
come tu dici,
e più intelligenti
dotati di uno spirito libero
più perspicace e civile.

Ho deciso
che sarò forte
che non mi farò schiacciare
né mortificare
e lotterò ancora
per essere me stesso.
Lo farò per te
lo farò contro di te.

Ho deciso
che non smetterò
di guardare nella tua stanza
in mezzo al corridoio.

Certo, il mio sguardo
sarà obliquo
e il mio cuore scoppierà
vedendoti, di profilo,
intensa, pronta a esplodere.
Ma ho deciso
che, un giorno
racimolerò, te lo prometto
la forza
di rivolgerti la parola
lasciando libere
le mie frasi sghembe
di mescolarsi
alle tue folgorazioni
cupe, ogni volta
che avremo voglia
di parlare di quello che ci resta
in comune
dello strano destino dell’amore
di quanto resta in vita
nei nostri corpi dimenticati.

Ho deciso
che ogni giorno innaffierò
il fiore impetuoso
della tua assenza.

Ho deciso di spedirti
un telegramma
dicendoti che resterò solo
che non avrò più fretta
né precipitazione
che non sarò
come dici tu
pesante e maldestro,
che non mi butterò via
che mai, mai
ti tratterò male.

Ho deciso
che non crederò
ai tuoi ritorni di fiamma
né alla tua nostalgia
ritardataria
ma sarà sempre ingiusto
troppo duro per me
decidere di cancellare
d’un sol tratto di penna
il tuo nome,
perfino nel giorno
favoloso e lontano
che ti avrò dimenticata.

Giovanni Merloni

Il disegno e la poesia qui pubblicati sono protetti dal ©Copyright.

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Tu sei tutte le donne, 8 marzo 1975 (Ossidiana n. 56)

24 lundi Août 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

001_toutes les femmes 180

Sauve (Gard), estate 2015

Tu sei tutte le donne

Tu sei tutte le donne
che abbracciano le mimose nella neve
e corrono incontro al vetro gelato
di una democrazia zoppa
infrangendo il muro
del consenso prefabbricato.

002_toutes les femmes 180

Sauve (Gard), estate 2015

Tu sei la donna nuova
che ha vomitato il conformismo
tra gli stracci in disuso
della retorica emarginata.

003_toutes les femmes 180

Sauve (Gard), estate 2015

Tu sei la quintessenza
della saggezza indiana
tu sei una strega
leggera e maestosa.

004_toutes les femmes 180

Sauve (Gard), estate 2015

Paladina incruenta
della distruzione del recinto
sei pronta all’attacco
contro le abitudini
che non ci fanno cambiare.
 

005_sauve 05 180

Sauve (Gard), estate 2015

Tu sei un graffio
sulla pelle abbronzata, un sorriso
nel viluppo di trasparenze colorate.
 

006_sauve 06 180

Sauve (Gard), estate 2015

Tu sei l’ebbrezza,
la passione straniera,
la nitida forma,
il deciso suono
di un nuovo rito
o di un mondo
di strane parole, che forse
sto imparando a capire.

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta dal ©Copyright

TESTO IN FRANCESE

Andirivieni (Zazie n. 32)

21 vendredi Août 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Zazie

photo 03

Cascate della Cèze (Gard) 

Andirivieni

I
Avvilito
Nel corpo, appesantito
Dall’assenza di una parola vera,
In mancanza di nuovi pretesti
Rotola il suo piede sul filo dell’acqua.
In lungo e in largo
Va e viene
Inquieto, incerto, inadeguato
Esagitato dallo scandalo,
Non sapendo più come
Impedire il ritorno della verità.

001_cèze 01 180

Cascate della Cèze (Gard)

II
Asfissiato
Nella mente, annientato
Dall’evidenza di una sola parola viva,
In mancanza della pagina bianca
Rompe il suo gesto sul bordo dell’acqua.
In alto e in basso
Va e viene
Inafferrabile, indomito, incoerente
Elegante malgrado gli occhi stanchi
Non sapendo più come
Imbastire l’abito di una vera voglia.

003_cèze 03 180

La Cèze (Gard)

III
Affranto
Nel cuore, ammaliato
Dal ricordo di una sola parola vera
In cerca d’oblio senza saggezza
Rivolta la sua ombra nel ruscello d’acqua.
In su e in giù
Va e viene
Immobile, inetto, illusorio
Entusiasta fino ai sandali
Non sapendo più come
Immortalare la vita.

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta dal ©Copyright.

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