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inverno per blog rogné

L’inverno è la tua bocca

L’inverno è un grappolo di mimose
sulle tue labbra viola.

L’inverno la porta si chiude
il nostro corpo si apre.

L’inverno è un flauto ultrasonico
che scioglie i muri di ghiaccio.

L’inverno è un campo di crisantemi
e gli occhi di Anna Frank.

L’inverno è la pancia di birra
di un camionista tedesco
l’occhio di vetro di un tiratore scelto
è la strada di casa
trasfigurata dal vento.

L’inverno è l’esile filo
per arrivare a domani
a domenica, a te.

L’inverno è un muro di cinta
appena crepato,
la tenacia e la fortuna
di riconoscere il gelsomino.

L’inverno i vecchi,
i gracili, i sofferenti
hanno sulle palpebre
una spessa gelatina di paura
(ma chiunque
può rompersi la faccia
scivolando sul ghiaccio.
Nell’inverno a kerosene
la natura muore sulle palme secche
di foglie prive di sapore.

L’inverno è un vocabolario
dei sinonimi e dei contrari
è una voce ovattata
une passerella in maschera
di vestiti fuori moda.

L’inverno è un soffio freddo
un sole nitido, una città
di uomini e topi,
è il magone dei poeti
stropicciato, di seconda mano,
è l’amore
sotto la tenda-coperta
è la notte.

L’inverno è l’amore verticale
i viali spogli, le pelliccette
i foulards
i maglioni gli aliti gelati.

L’inverno è la scalata
ai letti di piume
è l’ustionante cappuccino
nel cuore di una domenica
che passo a guardarti
a parlarti, a toccarti
ad aspettare che anche tu mi tocchi.

L’inverno non è ancora la morte
è il coraggio di lottare
la disperazione e la fiducia
di essere vivi in tanti
è la resistenza all’omologazione
è il mio urlo, è la tua fuga
il mio sciopero, è il tuo vincente sorriso.

L’inverno siamo appena nati
e già alitiamo verso le guance infuocate
e la bocca incerta di una ragazza
senza le chiavi di casa.

L’inverno è la tua bocca.

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE 

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