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001_statua 180

Il pianto è quasi la morte (1967)

Il pianto è quasi la morte.

La ferita si annida nel bianco
annunciando la morte
una morte più bianca del bianco.

Ah, quanti ricordi
fa ritornare la morte!

Ma il pianto
si affonda subito
in pieghe più tristi
più oscure
più nitide
e profonde
in vicende remote
e straniere.

Oramai i suoi ricordi
non ci appartengono più.

002_pensoso 180

Si avvicina al suo letto
la morte
avanzando ad unghiate
col suo incedere lento
cancellato dall’erba.

É l’amore che arreca la fine
a quest’uomo che mai ha parlato,
che ci dice, con gli occhi,
« sto morendo da solo,
questo sangue mi sembra
nero, il cielo una nuvola
e l’amore soltanto
un riflesso sfocato ».

003_piangente 180

Scende la sera
tra l’erba e le ortiche
venendoci incontro
con passo scandito,
canticchiando parole
così belle da ascoltare
così dolorose
da ricordare.

Ride la sera
come una fanciulla
e ci accarezza con forza
come una bella donna
poi ci trascina
come un fantasma gentile
nell’abbraccio più stretto
il più dolce.

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 11 juillet 2014

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