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001_ada 180

Le ciglia si muovono con assurda lentezza

Le ciglia
si muovono con assurda lentezza
sulle palpebre opache
(è tardi sulle panche
e sui tavolini)
e io sto guardando da troppi attimi
i capelli di velluto
e la tua pelle bianca
il tuo sorriso.

(Sui muri segni indecifrabili
e lungo le ombre che salgono
– dietro i vetri, se ti soffermi
scopri il lento nostro andare
scopri le luci
che scintillano sangue
di ferite
sangue di dolore sparso
scopri
negli sguardi sull’asfalto
una buia sera
e gli occhi di cenere della luna
che vi si specchia).

E’ troppo tardi
sui campanili, sui ciottoli
sui tetti delle baracche.
Gli occhi come quelli della morte.
Una smorfia avvolge
je piccole ombre. La muta dei cani
è un lungo ululato
che tutto ripercorre.

(Passa davanti ai palazzi
davanti a noi impalati a guardare
passa la morte
come in sogno, carezzandoci le palme
soffiandoci leggermente
sulla fronte che si è distesa).

Credo che ci lasceremo qui
in questa polvere e in questo fumo…
Addio…, credo di dover dire così
non le dirò che sono esasperato
che per me è come morire…

Ci ho pensato molto, sai…-
come le altre volte, in quella frase
riuscirò a sentire la nausea
e rovinerò i ricordi, lo so.

Ma tu non mi mancherai più
anche se ti allontani
da me
per tutta la vita.

(Passa la morte
e la sera, sua sorella,
disperdendo la cenere e il fumo).

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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