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001_appia antica (90) 180

Roma, via Appia Antica, 1961

Una poesia fondamentale

I
Una donna si china.
Dal suo grembo,
come un nodo disciolto,
si sprigiona quel grido
lo stesso ch’io sputavo
piangendo
il giorno che uscii
nella vita.

Non saprò mai rispondere a una domanda
rivolta a me stesso.

002_giardino aranci 180

Roma, Aventino, Giardino degli Aranci

II
Ho infilato di corsa
una strada incastrata tra i pini
(tronchi dritti e ben vivi
appoggiati sul nulla,
che parlavano quasi
mentre il vento voleva
scaraventarli nel cielo).

Scivolando nel buio,
ho attraversato
le voci dei vivi e dei morti,
il tonfo delle ruote,
il silenzio triste del vento.

Correndo, mi avvicino
alla tua porta,
la mia guancia infuocata
oramai sta strusciando
il tuo cuore di velluto.

003_aventino da sotto 180

Roma, Aventino dal Lungotevere

Dietro i pini agitati
le ringhiere tagliano il mare.
Un mare dettato
da un viaggiatore,
un mare gridato
da un affogato,
dove tu navighi, nuda.

Dentro al buio, la luna
sorprende gli ardori
di due amanti stranieri.
Tra cortecce ed ortiche
sprofonda un odore diverso.
La mia lunga mano ti prende
farfalla, glicine
fiore d’arancio
gioia grande venuta davvero.

004_discesa 180

Roma, Aventino, discesa.

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 28 juin 2014

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