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Adesso

I
«Pensavo all’addio di due muti.
Sorridevo all’idea di due statue
che si confidano un segreto
inaccettabile.
Sghignazzavo immaginando
due malati che si avventano
a cuscinate
contro il muro invisibile
che li divide.
Scomparivo nella notte avara
di parole vedendo me e te
sprofondare, come i profili neri
di due isole, nel mare.»

II
Adesso sono aumentati
i piani di scale
per salire
su da te, per scendere
giù da me.

Adesso ci sommergiamo di parole
per paura
che il silenzio ci uccida.

Adesso ognuno di noi
sa di essere inutile
all’altro.

Adesso ognuno
si perde in un cerchio
ogni giorno più freddo
e lontano.

Eppure, perfino nelle nostre
parole più risapute,
aride, idiote,
sopravvive, insistente,
lo slancio sincero
di aderire a quei giorni
felici, beati,
spensierati,
quando le parole
si mescolavano ai baci,
quando — ti ricordi ? —
scendevamo io da Marte
tu da Venere
come due imperfetti
sconosciuti.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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