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Archives de Tag: Ambra

Vanno a riprendersi i vestiti smessi, 1962 (Ambra n. 3)

31 jeudi Jan 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ambra

vanno a riprenderso 740

Vanno a riprendersi i vestiti smessi

Vanno a riprendersi i vestiti smessi
le fotografie polverose
dove persero un giorno il piacere
di ricercare l’antico segreto.
Vanno come allucinati fantasmi
tra cose morte, di plastica,
tenendosi legati con mani
solo di ossa.
Col gelo nelle narici
seguono la strada malferma
tra le nuvole di fumo
dei vulcani
e la solitudine delle aquile
incatenate alle montagne.
Vanno, i nostri morti
a confondersi col pietrisco
col lento sgorgare
di una sorgente sui sassi,
unendosi
alle vecchie case abbandonate
tra i sentieri d’ortica.

Una musica fuori luogo
li accompagna, mentre
una vita fuori tempo continua
indicibilmente complicata
per noi, sopravvissuti immobili
sostituti ignari
talvolta
disturbati dall’eredità
di abiti fuori misura
e di comportamenti fuori senso
sempre
delusi dalle vane interrogazioni
di foto mute e distratte.

Sono là, i nostri morti
affacciati alla ringhiera
del più alto campanile :
scrutano l’infinito
indovinando, nel buio
le nostre lontane, inafferrabili
meravigliose vite future.

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE

Questa poesia è protetta da ©Copyright

 

La mia vocazione alla vita, 1962 (Ambra n. 2)

30 mercredi Jan 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ambra

hopper 740

La mia vocazione alla vita

La mia vocazione alla vita

La mia vocazione alla vita
l’hanno decisa altri per me:
se sono buono o mediocre
non nasce proprio da me
neanche è mia colpa
se mi scuoto
se non mi scuoto
se percorro labirinti
che riportano sempre indietro.
Ma cosa vuoi, me ne dolgo
mi ci rigiro nel letto:
e ritorno alla colpa ancestrale,
alla tara, alle parole
dette o soffocate in un letto
la sera che io partivo verso la vita.

E mi sento ben colpevole
Sono malconcio, dentro
abile e goffo nel savoir faire
solenne nell’ignoranza
avvocato sublime,
artista di frammenti
uomo svilito
da un dovere incompiuto
dal peso
di una responsabilità
mai portata.

La mia vocazione alla morte
è ancora più scarsa
perché mi piace anche ripugnarmi
sentirmi poco attraente
addormentato nel raffreddore eterno
nella totale incapacità
di avere la battuta pronta.
La vita non è un detto-fatto, del resto
né un taglio netto
né un prima-e-un-poi.

La vita continua
sopporta le morti
i tradimenti le meschinità i furti
le miserie
perché continua inavvertitamente
e così uccide la Storia.
No, non sono portato
per questa vita che non ho scelto
non sono portato per nessuna morte
non sono portato per essere disperato
non sono portato per essere felice.

La mia vocazione alla vita
l’ho accettata come un distintivo
come un fiore appeso alla giacca
come un futuro appeso ai passi.

La vita che forse mi aspetta
è la vita vaga e sospesa
di un artista
di un saltimbanco
di un parlatore
che convince gli altri
per convincere solo se stesso
per poi continuare a ricordare
a rivisitare a ribadire le proprie idee confuse
a cercare
quello che in lui si è arrestato
in un preciso istante
quando, fuggendo dall’ovatta
è esplosa fuori la luce
nell’indistinto rumore
di voci di donne
che era la vita.

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE

Questa poesia è protetta da ©Copyright

Prenderò questi stracci (1962)

02 mercredi Jan 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ambra

mulino a vento_fardellox poésie

Prenderò questi stracci

Prenderò questi stracci
racimolati al buio prima della mattina.
Mi chiuderò nel cuore
queste case questi angoli deserti
e nel petto porterò fotografata la ragazza
sola che ho amato.
Spero che sarà freddo
e il vento scuota le saracinesche.
Perchè l’aria non sia proprio muta
nel silenzio ci saranno dentro i miei passi
che cammineranno i marciapiedi
dietro lasciandosi
sguardi tristi e bagnati.
In quel silenzio
prenderò a poco a poco me stesso
una posizione qualunque
e, nascosto tra le ombre della strada,
canterò e nessuno mi dirà stonato.
Ricorderò due amici, tre,
mentre ridono in una stanza, felici:
quel grido straziante
scenderà a me lungo le righe nere.
Sarò solo così come sono ora.
Forse qualcuno mi ci avrà costretto.
Da solo comincerò quella strada
di terre aride e fiumi;
sui ponti ogni tanto mi incontrerò
quello che ero, e vorrò tornare.
Partirò un giorno
e non mi sentirete
dopo essermi preso
il mio corpo innamorato
racimolato al buio
prima che sia mattina.

Giovanni Merloni

De « Il treno della mente » (« Le train de l’esprit »), Edizioni dell’Oleandro, Rome 2000 — ISBN 88-86600-77-1

Questa poesia è protetta da ©Copyright

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