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When I am Dead, My Dearest

When I am dead, my dearest,
Sing no sad songs for me;
Plant thou no roses at my head,
Nor shady cypress tree:
Be the green grass above me
With showers and dewdrops wet;
And if thou wilt, remember,
And if thou wilt, forget.

I shall not see the shadows,
I shall not feel the rain;
I shall not hear the nightingale
Sing on, as if in pain:
And dreaming through the twilight
That doth not rise nor set,
Haply I may remember,
And haply may forget.

by Christina Georgina Rossetti (1830-1894)

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Per noi che tutto dimentichiamo 

La notte riposa sui morti sconosciuti
proprio dove nasceva la vita
per noi che tutto dimentichiamo.

Il nostro amore sconosciuto non riposa,
si rivolta nella fossa
che gli abbiamo scavato.

Tu ti avvolgi nel buio di un muro
che ti salva da me
che ti strappa da me.

Io ti incontro dovunque, alleata
dei miei gesti di lotta
della mia paura di chiederti troppo.

Ma un giorno tu sarai diversa
estranea alle righe di inutili parole
sparita nel fondo del mio silenzio.

Di tante cose ho paura
che non ti saprò mai dire
amore mio che muori all’infinito

Di tanti dolori ho l’assoluta certezza
di tante gioie conservo l’immagine vera
di tanti giorni ascolto stupito il rumore.

Tu eri il vento delle barche sulla sabbia
il silenzio dispettoso dei cefali tra le onde
il profilo di un muro di glicini sotto il sole.

La notte riposa sui corpi scarnificati
e il vento e il sale ne lucidano le ossa
per noi che tutto ricordiamo.

Giovanni Merloni

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