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001_sur cette table

Su quel tavolo i fogli

Su quel tavolo i fogli
e i quaderni
e i libri
e il sangue dei baci.

No, non sprofondare.
Aspetta  che torni
per dirle tutto
per dirle quanto l’ami
e l’amerai
anche nella morte.

Le tue parole
saranno semplici
caste, pure,
calme.
Dicendole
ti scoprirai distante,
perfino indifferente
al velo malvagio
che ti calerà sugli occhi.

Lei cadrà ai tuoi piedi,
abbraccerà le tue mani
lasciando sgorgare
dagli occhi
ad ogni lacrima
un bacio.

In quel delirio scoprirai
troppo tardi
che tra voi due
forse
una vita felice
si sarebbe potuta
scatenare.

La morte si avvicinerà
scivolando leggera
tra le tue mani e i suoi occhi
tra il suo corpo
fremente e bagnato
e il tuo sguardo
imprigionato e asciutto.

Lontano, il crepitio della sera
renderà la tua morte
meno triste,
meno evidente
mentre
un soffio impercettibile
distenderà la tua fronte
lasciandovi
un pensiero spezzato
che un ultimo istante
farà volteggiare
sul tuo strano sorriso.

002_sur cette table 180

Uscirà per le strade
quella che tu amavi così.
Questa donna
che ti contraccambiava
porterà il tuo sorriso
incollato, di traverso,
come un fiore,
tra la gente e le case.
Da sola parlerà
ripetendo a ciascuno
la tua ultima frase :
« Vedi amore
ognuno va incontro
a una morte originale
su misura
che somiglia
alla sua vita.
Lo puoi vedere
tu stessa :
bella o brutta
questa morte è la sola
che esista
per me. »

Giovanni Merloni

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