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il ritratto incosciente

~ ritratti di persone e paesaggi del mondo

il ritratto incosciente

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Ritratto incosciente di Parigi
Testamento immorale

La mia settimana. Mercoledì, 1975 (Ossidiana n. 22c)

10 mercredi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

astolfo nell'isola 740

La mia settimana. Mercoledì

La tua settimana mia, la mia settimana tua
la nostra settimana tua e mia
i tuoi giorni miei, i miei giorni tuoi
i nostri giorni miei e tuoi
il tuo tempo mio, il mio tempo tuo
il nostro tempo di noi due.

Mercoledì una nuova grinta
una inaspettata incisività
un promemoria, molte telefonate
uno sguardo in cagnesco
per farsi inseguire.

Mercoledì un pomeriggio nel sole
le tue carezze guardinghe
la tua difesa sorridente
le tue braccia strette alle mie
e, un’ora dopo l’altra
il tempo rubato ai doveri
oppresso dalle riunioni disertate
spezzato dai rinvii e dalle scuse
lasciando scivolare le testa e le mani nel viaggio
al di là di ogni capo remoto del mondo.

Mercoledì una navigazione nella brezza
una poesia sgrammaticata
un silenzio musicale
una stretta di mano tranquilla
una scoperta di corpi meravigliosi
in volo tra le ombre buie e gelate
della sera.

torri bologna 740

Le torri di Bologna (ricostruzione da Gina Fasoli, « Il Medioevo » su L’Emilia Romagna, Teti editore, Milano 1974)

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE

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La mia settimana. Martedì, 1975 (Ossidiana n. 22b)

09 mardi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

seggiolino del papa 740

La mia settimana. Martedì

La mia settimana la tua settimane
la nostra settimana davvero nostra
mia tua nostra
i miei giorni i tuoi giorni
i nostri giorni
il mio tempo il tuo tempo il nostro tempo.
La nostra settimana la tua settimana
la mia settimana.
Il nostro tempo il tuo tempo,
il mio tempo
nostro tuo mio.

Martedì un invito-confronto
un panino fumante,
un cocktail di parole sghembe.

Martedì un sorriso luminoso
nonostante la pioggia
un disegno di vie e di case
un giardino buio nel dopopranzo
una compunta passeggiata
tra i ricci del tuo collo.

Martedì un’elegia
di due ore soltanto
una farsa di burattini
una stupida poesia
un golf sfilacciato
un sasso nell’acqua
una telefonata fastidiosa
camminando sugli specchi
di un discorso stanco.

Martedì un difficile ritorno a casa
un letto disfatto
una stufa che non scalda.

viale silvani 2 antique 740 Bologna, viale Silvani, giardino e fontana presso l’ingresso della Regione Emilia-Romagna

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE 

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La mia settimana. Lunedì, 1975 (Ossidiana n. 22a)

08 lundi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_lunedì 740

La mia settimana. Lunedì

La mia settimana, la nostra settimana
i miei giorni, i nostri giorni
il mio tempo, il nostro tempo.
La tua settimana, la mia settimana
il tuo tempo, il mio tempo
la tua settimana, la nostra settimana.

Lunedì la luce entra come una sveglia rosa
a dissipare il torpore indolenzito.

Lunedì la macchina riparte
verso briosche e cappuccino
verso sorrisi nell’ascensore e cartellino
verso una stanza disordinata
e i racconti dei colleghi di lavoro.

Lunedì una vita ritmata
al rallentatore
dall’alba alla sera
tra corridoi e moquettes
tra squilli di telefono
schizzi di parole
e beghe di nuovi incontri.

Lunedì un faticoso ragionamento
cercando introvabili appunti.

Lunedì un appuntamento
lunedì un difficile approccio
un ineffabile disagio
un’impresentabile poesia
un dialogo nervoso tra due vestiti
una serata dentro una musica da singhiozzo.

Lunedì un programma ambizioso,
un giro vizioso
un’immobile cena
di resti andati a male.

bologna centro storico 740

Part. copertina « Bologna, politica e metodologia del restauro nei centri storici » a cura di P.L. Cervellati e R. Scannavini, Società editrice il Mulino, Bologna 1973

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE 

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Vorrei portarti

06 samedi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

001_vorrei portarti 740Vorrei portarti (1977)

Vorrei portarti
o essere portato
giocare ancora a nascondino
fingendo di non vederti
di non cercarti.

Vorrei un dopopranzo
in un casolare invaso dal sole
una storia per ogni stanza
mille stanze solo per noi
per guardarci e sentirci
vicini, in silenzio

Vorrei un lento e sicuro
viaggio attraverso un mondo vario
e guardare distrattamente
attentamente
i colori e le forme
delle storie affrescate
sui muri scrostati.
002_praga  008_740Vorrei intrecciare
le mie dita con le tue
i tuoi baci coi miei
e cadere nell’amore
come in fondo a un sogno
ebbri e sereni
di una vitalità che rimbalza
moltiplicata per mille
che non è solo nostra
da ciò che ci circonda.

Vorrei portarti
o essere portato
giocare ancora a nascondino
fingendo di non vederti
di non cercarti.
003_praga 022_740 Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 6 avril 2013

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Un uomo ombroso, 1975 (Ossidiana n. 21)

04 jeudi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_un uomo ombroso_740

Un uomo ombroso

Un uomo ombroso
capriccioso
che non sopporta
l’emarginazione
un ragazzo
col suo mondo di parole
di gesti di entusiasmo
chiuso nella sciarpa.

Questo buffo
indifeso
esagerato
inesperto
montgomery verde ti ama
anche quando si sente
un po’ sprofondare
nell’incapacità
di un itinerario obbligato
anche quando
goffo e torvo
contesta come può.

002_budapest_740

Anche oggi
che sembro cupo
sono allegro.

Anche oggi
che sembro lontano
sono vicino.

Anche oggi
che sembro perso nella metropolitana
sono con te nella strada.

Anche oggi
che sembro disperato
sono felice, disponibile.

Anche oggi
aggrappato alle mie risorse
di guerriero
ai miei sguardi in tralice
anche oggi ti amo.

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE  

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Si ributta dietro le spalle, 1976 (Ossidiana n. 20)

03 mercredi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_si ributta_740

Si ributta dietro le spalle

Si ributta dietro le spalle
lo straccio di cose
raccolte lungo la lenta via
degli aranci dei glicini della neve.

È amareggiato, solo
confonde con la mano nell’acqua
l’ombra dell’abbraccio variopinto
l’emozione dolorosa
di un grido aperto
di una dolce parola.

Si getta tra la polvere
di gesti rattrappiti
di soliloqui annegati nell’inutilità.

Si muove come avesse addosso
il suo seme morto
l’odore imprigionato
dell’abbraccio rotolato
dei capelli impigliati
nelle carezze, nel leggero
vento fresco della stanza.

002_le lest 740Festival dell’Unità 1974. Giovanni Merloni, insieme a Francesco Curtarello e Paolo Ravaldini mentre allestiscono lo stand Perché l’Emilia è rossa ?

Questa facilità apparente
questa umanità ingombrante
chissà quanto sincera
questo squallore di uomo solo
e sporco, costretto ormai a correre
ad agire con violenza
contro la scorza grigia
di una vita ripetuta.
Questa vita che rende indisponibili
insensibili, muti.

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE 

Questa poesia è protetta da ©Copyright

Sorreggo il mio corpo di burattino ferito, 1976 (Ossidiana n. 19)

02 mardi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_je soutiens antique_740

 Hilton, Balduina Pineto, documentario (perduto) di Giovanni Merloni in collaborazione con G.P.Rossi e il maestro Fumelli. Foto della locandina : Giorgio Muratore.

Sorreggo il mio corpo di burattino ferito 

Sorreggo il mio corpo di burattino ferito
con ragnatele vischiose
di lentissimi gesti.

Con buffe frasi ripetute
sorreggo i passi verso l’aria viola
dolorosamente bella
che ti circonda.

Calandomi
come in un pozzo
nel buio pesto delle notte
sorreggo le pene
improvvise
della solitudine.

Con la forza residua di ricordare
il nostro ultimo incontro sincero
sorreggo l’angoscia
di non poterti sperare.

002_bologna di chi non so 740 Bologna, Il Nettuno del Giambologna. Serigrafia che mi fu regalata, di cui non ricordo ora il nome dell’autore che l’ha qui sotto firmata.

Abbandonato alle pieghe
insensate
di una nuova desolazione
sorreggo il peso di ghiaccio
della stanza vuota.

Con un nuovo esercizio di parole
pazienti, impazienti
complici, serene, indifferenti
sorreggo gli assalti della disperazione
a questo definitivo silenzio.

Giovanni Merloni

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TEXTE EN FRANÇAIS 

Recinto della solitudine, 1976 (Ossidiana n. 18)

01 lundi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_allende x blog 740

Recinto della solitudine

Recinto della solitudine
la tua guancia, il tuo collo fresco
le mie parole ingoiate
la dolorosa assuefazione ai passi contro il vento
all’espressione fatua di un sorriso morto.

Recinto degli occhi
costernati come specchi di ghiaccio.

Recinto delle stagioni
che piovono e si infilano
negli odori dei vestiti.

002_enclos 740

Recinto di una corsa affannata, a piedi nudi
sui vetri delle tue collane.

Recinto della morte affacciata verso la vita.

Recinto dello stomaco caldo
del cibo immobile, dei capelli afflosciati
delle mani senza verso.

Recinto dell’amore costretto a fuggire
verso stelle buie.

Recinto di una musica lontana
che non posso ascoltare.

Recinto degli oggetti ammassati
che lambiscono appena l’orizzonte fermo
della disperazione.

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE 

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Spoleto, Todi, Cortona, Gubbio, Assisi

25 lundi Mar 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

001_spoleto todi_740

Spoleto, Todi, Cortona, Gubbio, Assisi (1978)

Spoleto, Todi, Cortona, Gubbio, Assisi
Assisi dentro Perugia
Giotto dentro Giorgione
Piero della Francesca
dentro la palla di vetro.

Un bianco peplo, una spalla scolorita
e in fondo la campagna
le foglie gialle e rosse
la macchina abbagliata dal tramonto
il vento sul nulla di Cottanello
di Pienza, di Lucca, di Volterra, di Siena
dei piccioni e delle nuvole nere.

Il cielo ha volato
finché è stato un film azzurro
e non ho avuto il tempo
di aprire bene gli occhi
di placare il mio corpo sconvolto
dal nostro risveglio tradito.

Ma quanto è dolce,
sicura la carezza del sole
sulle ciglia che diventano
bionde. La macchina ferma,
io mi getto qua e là.
Tra incolori colleghi
io mi perdo, riscoprendo le pietre
le scale le porte le rose
che qualcuno spolvera e abbellisce.
002_spoleto todi_740_rosaTutte insieme con il borgo sconosciuto
quante altre città si sono risvegliate
ed ora si ripiegano, remote
in un cuscino d’aria azzurra.

E divengo più solo e più vivo
se l’amore e la speranza, alleati del sole
rassicurano il corpo proteso e sfiatato:
seduto accasciato su queste scale
davanti a questi tetti solitari
dove ognuno ritrova il suo centro
io mi coalizzo con tutta la gente
che vive di lontananze
di noto e di ignoto
di presenze assedianti
di fotografie ingiallite.
003_spoleto todi_740_violaE Claudia ha scucito la tela.
Va disegnando l’aria gelata
col suo squarciante profumo.
E guarda fissa, correndo, la strada
credendo di essere un totem di perline.
E Raffaele dondola la testa
su un libro di uccelli.
E Francesco ascolta e sorride
preoccupato sta parlando o partendo
sempre vivace, sempre assorto.
E Nicoletta ricopia su un libro
la frangetta blù di Renoir
la bianca pelle di farina di un clown
la grigia pelle di morte della casa vuota.
E Paolo corre nella casa
inciampando nelle allegre mattine
di giocattoli appena lambiti dal sole.
E Pia, e Barberina, e Augusta, e Dodo
e Anna, e Giuseppe, e Nemi, e Andrea
e Marina, e Saveria, e Patrizia
e Ravaldini, e Curtarello, e Ferniani,
e la Cantelli, e Franco Cazzola
e Somogyi, e Bodo, e Ascani
e Spoleto, Todi, Cortona, Gubbio, Assisi
Cottanello…

Giovanni Merloni

De « Il treno della mente » (« Le train de l’esprit »), Edizioni dell’Oleandro, Rome 2000 — ISBN 88-86600-77-1

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première publication et Dernière modification 25 mars 2013

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Non c’è più tempo (Solidea n. 10)

23 samedi Mar 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Solidea

001_il n'y a pas de temps_piccolo_740

Non c’è più tempo

Trent’anni fa
mia amata
pretendevo
che tu telefonassi,
che prepotentemente
trafelata, seminuda
tu giungessi
a scompaginare
il mio disordine.

A vuoto pretendevo
a vuoto giravo
per le vie porticate
a vuoto soffiavo
nella mia tromba sfiatata.

Il mal d’amore
era sempre insopportabile;
ricominciare
somigliava a rinunciare;
imboccare la via
che punta all’orizzonte
era come scappare
di casa per sempre.

Sono passati trent’anni.

Anche adesso
mia odiata,
da te pretendo
lettere consolatrici
(ma fai presto).

C’è solo, perdona
uno strano problema:
in questo scrignetto
illuminato di notte e di giorno
è atteso con
festeggiamenti
il tuo corpo.

Senza condizioni
qui dentro
troveranno alloggio
i tuoi gesti
i tuoi ancheggiamenti
i tuoi profumi
il tuo odore
il caldo delle tue mani.

Chi meglio
delle tue dita
affusolate, morbide
sognatrici
saprà reggere
il mio corpo?

Il tempo finisce
mia dimenticata.
Per soffrire
dovendo ormai morire
non c’è tempo.
Da te pretendo
lettere sostenitrici
(ma sbrigati, altrimenti
non ci sarà più senso).

Bicchiere tra le tue dita
coppa nella tua bocca
vita tra i tuoi tremiti
dentro una cassetta rossa
dì posta elettronica
ti aspetto.

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 23 mars 2013

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