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Archives de Tag: Luna

Quest’uomo

17 dimanche Mar 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

quest'uomo def_740

Quest’uomo (1977)

Quest’uomo
senza ortiche
quest’uomo volatile, evaporato
da una bottiglietta di dolce veleno

quest’uomo
sghembo, accavallato, inerte
trasparente, inesistente

quest’uomo che sembra vuoto
inelegante, appassito
distaccato e perfino alienato

quest’uomo lungo la deriva
di oggetti ormai inutili

quest’uomo pieno di fazzoletti sporchi
di insulse parole

quest’uomo che somiglia a un uomo

quest’uomo innamorato
devastato dall’amore
abituato a soffrirne

quest’uomo nel calvario
di baci rovinosi
di letti odorosi
di carezze brucianti

quest’uomo
attento a decifrare
dietro i tuoi occhi
la sua vita
dietro i tuoi passi
la sua vita
dietro le tue presenze
le tue assenze
la sua vita.

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 16 mars 2013

TEXTE ORIGINAL EN FRANÇAIS : http://wp.me/p2Wcn6-q5

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Se ci fosse il tempo

04 lundi Mar 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

s'il restait du temps 740

Se ci fosse il tempo (1991)

Se ci fosse il tempo
prima di accogliere la morte
prima di stendermi rassegnato
prima di iniziare il tremendo dialogo
per consolare o eludere me stesso.

Quel tempo non ci sarà mai.
E sarò stato un artista mancato
un oratore emozionato, un giornalista eclettico
un poeta sconosciuto.

La vita mi ha deportato
in stanze strette e fumose dove mi accanivo
in rituali perfezionismi. La vita mia
è stata quella di un isolato che spaziava, indefesso,
in un artificiale ideale congresso.

Da sempre iscritto a parlare
osservo sgomento un podio
dove mi aspetta una quotidiana catarsi.
Io sono stato un fabbricatore di proposte
un veterano di arte provvisoria
un ostinato, un orgoglioso.

Io non ho parlato mai, da quel podio.
Resto invece legato alla poltroncina girevole
alla routine inesorabile.
E i miei frammenti affidati al caso
distruttore o filologo
saranno i piccoli feti, i tanti inutili segnali
di una repressa speranza.

Se ci fosse il tempo
prima di piegarmi nella morte indolore
prima di abbandonarmi fiducioso
al suo racconto cieco, sordo e muto
prima di sprofondare nel tremendo dialogo
per consolare o eludere me stesso.

Giovanni Merloni

De « Il treno della mente » (« Le train de l’esprit »), Edizioni dell’Oleandro, Rome 2000 — ISBN 88-86600-77-1

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première publication et Dernière modification 4 mars 2013

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Musa, musica, muso, musetto

27 mercredi Fév 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

001_musa_musetto antique 740

Musa, musica, muso, musetto (1977)

Musa, musica, muso, musetto
camminiamo per Praga
i tuoi gomiti bianchi, tondi
i miei polpacci gelati
il naso gli occhi assonnati semichiusi
verso angoli di ghiaccio
castelli laghi cattedrali.

Ho scavato un tunnel
nel tuo corpo. Dall’infanzia in poi
sono stato il tuo amante
il tuo accompagnatore
giocavo con le parole dell’amore
e le tue cosce
lambivano le rugiada del prato
la sonnolenza di alberi rasoterra.

Il tuo collo
perdonami
da quel foulard
che riassume
l’iride di una cascata
di baci freschi
di gambe mie e tue
intrecciate sonnolente
calde bagnate
sollevate verso il lenzuolo dipinto
del soffitto
dei cavalieri in marcia.

La battaglia di lance e mazze
e corazze di cuoio
e merletti e vecchi vestiti a strati
le mie mani di ghiaccio
livide, ferite
la mia bocca bruciata
gli occhi pesti
ma come un automa
che sta dormendo
che sta nel sogno raffreddato
di una immane fatica.

Anche così riesco a cercarti
a immaginarti
nel fiume verde marino
i capelli umidi
il corpo rosa
la calma bizzarra
di un nuoto tra pesci azzurri.

002_musa_musetto 740

E la colazione sull’erba
i pasticcini sul collo
la foga Rubens
ci assale
ci conquista
ci dilata le membra
Isabella
Angelica
Bradamante
Elisabetta Prima.

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 27 février 2013

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La vita è bionda

25 lundi Fév 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

la vie est blonde 740 def

La vita è bionda (1977)

Il gesto di un sole esausto
ha bruciato l’aria dei rottami
ha vomitato fiori viola
carezze celesti
lunghi capelli d’erba
ha sciolto come un grande drappo
la rigogliosa pianta rampicante
dei nostri abbracci.

Il gesto di una pioggia da luna park
nel recondito goffo armadio
dove ti cerco, dove ti immagino
dove ti aspetto
dove accarezzo la musica muta
dei tuoi sorrisi.

E’ un tormento la vita
quando la pace, la fiducia
ti sorprendono
nell’angolo buio
della tua chiusa pena.

La vita è bionda
è il meraviglioso silenzio
di un bacio che straccia
lentamente
lo scenario di velina
di un mondo che smette di guardare
di un mondo che sprofonda
di un dondolìo immobile
sospeso sulla scorza gialla del mare.

La vita è un gesto controcorrente
è il coraggio di lasciarsi disarmare
da questo fresco respiro dei giardini
dal lento cammino
sui sassi e la sabbia
dai nostri ricordi
brucianti poi freschi
mentre questa rabbiosa felicità
nel centro del corpo
si rannuvola e si dirada
tra le nette ombre e le nette luci
della città.

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 21 février 2013

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Volo di giorno

22 vendredi Fév 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

001_cervo x volo di giorno_21.02.2013_prova part_740

Volo di giorno (1977)

Un braccio nudo, bianchissimo, un po’ gonfio
mi trattiene la mano e il corpo
l’occhio bagnato, stupito dal vento :
l’affanno, doloroso nel petto
mi prepara alla morte, agli eterni cuscini
ai passi mesti di altri sotto ombrosi castagni.

Smarrito, inseguo una lugubre fantasia
di colori immobili, di gesti legnosi
di lingue paralizzate
di automobili in salita, di treni in discesa
di uomini automatici, di donne atterrite.

Mezzo svestito, abbrutito, sgualcito
ho sempre meno soldi
ho sempre meno forze
per il lungo viaggio.
Roma cammina dentro Roma
corre a precipizio dentro Roma
muore dentro Roma.

Meticoloso appendo la camicia
alla finestra del vetro blù del giorno
mentre sul mio corpo passa
la voglia avvilita, la gioia inibita
di stare a lungo
tra gli altri, tra le borsette
alla fermata dell’autobus,
mentre sul mio ventre senza odori
passano musiche senza programmi,
voci solo fiatate.

Finalmente sono in cima
al muro di pietre e mattoni,
di vomiti e rottami
che con irresistita violenza ho costruito
che con magica cattiveria ho distrutto:
sono stato davvero tenace, agguerrito
nemico di me stesso
ogni giorno di questi anni
sacrificati
all’inutile perfezione
di parole e disegni
sui muri ogni volta imbiancati
sulla sabbia ogni volta
cancellata dal mare.

E ora volo, nudo
verso le piccolissime foglie e i rami
verso il sole e le lagune infuocate,
verso la notte ferma delle aquile.

Giovanni Merloni

002_cervo x volo di giorno 740

De « Il treno della mente » (« Le train de l’esprit »), Edizioni dell’Oleandro, Rome 2000 — ISBN 88-86600-77-1

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première publication et Dernière modification 22 février 2013

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Easy rider

16 samedi Fév 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

042_easy rider 740

Easy rider (1977)

Al galoppo, nella gola orizzontale
tra due rocce scure, scivolose
senza più niente addosso
a parte la camicia sgualcita, puzzolente.

A vent’anni, a tredici forse
avevo già immaginato tutto questo
e siccome i bancari sono i più brutti
avevo sognato una vera rapina
con la fionda, una grande motocicletta
e due ore di zanzare sotto una finestra
a scoprirsi guardone di un coito tra vecchi.

Al galoppo, su un monopattino d’acqua
ripetendo una canzone a memoria.
« Quando arriveremo a Yuma » il cielo sarà uno schifo
gli alberi un colabrodo di spari e mia nonna
ricamerà una maglietta con su scritto Far West.

Una sera, seduto alla scrivania di un ministero
parlerò a una dattilografa o a un muro
racconterò gli anni del liceo
i golfini stirati e il fazzoletto sporco
gli amici pipparoli, le professoresse tremanti
e poi le vacanze sui tandem
la spiaggia di Cesenatico, la mia vita insomma.
Tutto quello che accadeva prima
dissipando, accumulando
masturbando, copiando, ridendo, vomitando.

Una notte, dentro un autobus che gira sempre
camminerò con la notte
con in tasca i tuoi merletti e i tuoi fiocchi rubati
e comincerò a star zitto
e comincerò a star zitto
e comincerò a star zitto.

Giovanni Merloni

De « Il treno della mente » (« Le train de l’esprit »), Edizioni dell’Oleandro, Rome 2000 — ISBN 88-86600-77-1

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Il treno come una rondine capofila (Luna, 1979)

07 lundi Jan 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

hirondelle_trattata def

Il treno come una rondine capofila (1979)

Il treno come una rondine capofila
sta portando la calzamaglia blu della notte
dentro l’aria diradata, senza profumi
dell’inverno.
Io mi immagino
di saltellare assecondando il gracchiante
o acuto o sibilante o cieco
rimbombo delle parole imprigionate
nel borsellino della mia gola.
Io e il tempo ci inganniamo
perché se questa costanza è figlia della pigrizia
se questa pigrizia è sorella del dolore
se questo dolore…
Il treno si sposta come una spirale
dentro una chiocciola di stucco
il graffito è come un piccolo fumo
sembra proprio che niente resti.
Mentre diventano
tenui bagliori, disordinate visioni
i mondi ricordati
le migliaia di situazioni perdute
con i loro colori
con i loro squallori, i loro entusiasmi
rivivo la cronaca, il mito
la sceneggiatura frammentaria, affannosa
del mio passato.
E rido stupito, eccitato
davanti al tempo squarciato
alla solitudine cercata
come un elegante vestito
o rimossa come un incubo ossessivo.
Il treno cammina, tagliando senza fatica
con andatura da ubriaco
il pallone di gomma ed acqua
del futuro.

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta da ©Copyright

De « Il treno della mente » (« Le train de l’esprit »), Edizioni dell’Oleandro, Rome 2000 — ISBN 88-86600-77-1

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