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il ritratto incosciente

~ ritratti di persone e paesaggi del mondo

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Archives d’Auteur: giovannimerloni

L’arte dell’incontro « fatale », 2007 (Zazie n. 9)

08 mardi Avr 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Zazie

001_art r. fatale 000 180

L’arte dell’incontro « fatale » (2007)

Terribile incontro
in un pomeriggio
navigante tra fangose memorie
scivolose sirene
abbracci slacciati
dolcezze spietate.

Terrificante sproloquio
a te a me stesso
ai nostri sempiterni
verdi e stanchi
osteoporosi inchini
alla vergognosa bellezza
che non si può toccare.

Territorio aspro
selvaggia gimkana di vetri e profumi
sorriso e rossetto
sfiorato da un gesto ritroso.

Terriccio sul mio corpo
precocemente dolente.
Nei tuoi sospiri negati
nella censura delle tue promesse
nello slancio castrato
dei tuoi sorrisi
tu prigioniera
io aviatore in partenza.

Proprietaria di pagode
di ombrose case de tè
dolcissima assaggiatrice
di aspre cicute.
Vorrei disperatamente lodarti
inchinandomi a te
e non, viceversa
(tuttavia, ai sensi, sulla base
della legistazione vigente),
a un capufficio di gomma.

002_art r. fatale001 180

Vorresti condurmi
indietro in un passato vitale
avvilito delirante smemorato
prolifico reattivo taciturno
passato passato passato.
Anche tu stai passando
qualche centimetro più indietro
su un aereo ponte di barche
da una riva all’altra,
pensosa.

Giovanni Merloni

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Mi sono schierato, 1975 (Ossidiana n. 30)

07 lundi Avr 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_je m'aligne 180 NA

Mi sono schierato

Mi sono schierato
con uomini combattivi
a lavorare per disegnare
l’alternativa
nel ciclo discontinuo
nel conflitto perenne
delle cose:

non c’è lavoro
senza una lotta
senza arresti
senza un patrimonio
di tutti
senza società.

Mi sono schierato
con chi crede
negli uomini
nelle idee.

Mi sono schierato
contro l’ignoranza
contro l’arroganza
del potere.

Mi rifiuto di dichiararmi
organico
a una rivoluzione senza uomini
a un aggiustamento
armonico
fittizio
liberale
delle contraddizioni.

Mi rifiuto di parlare
solo per dissacrare
solo per scandalizzare.

Mi rifiuto di crearmi un’isola
per essere dimenticato
e assediato.

Sono a disagio
con le avanguardie
provinciali, libresche,

Ma ne ascolto la voce
che corre in senso inverso
contro le rapide
di una rovinosa caduta di tensione
di un livellamento mediocre
dei comportamenti.

Rinuncio ad andare
controcorrente
insieme ai disperati
di una élite sentimentale
che fila su una zattera angusta
volontaristica
con le pezze al culo
felice della sua vela
anarchica, disinibita
(di cui fanno benissimo a meno
coloro che producono
coloro che sfruttano).

002_figlio e padre def 180 IPhoto

Alla vigilia della battaglia
i compagni guardano la palude
il silenzio è tremendo
perché ancora troppo pochi
l’hanno capito:

LA RIVOLUZIONE NON E’
ANCORA
DI MASSA

Con le nostre case bruciate
(per districare le goffaggini
di una filosofia di oggi
un po’ di domani
un po’ di ieri)
il nostro sacrificio sembra quasi
una esecuzione sommaria
di cui la televisione non parlerà.

(Daranno la colpa
all’interruzione di un servizio
a una calamità naturale
all’assenza di campo).

Nessuno mai parlerà
di chi ha lavorato soffrendo
ferendosi le mani
rifugiandosi nel vino
nell’incapacità di amare
di capire gli altri
di intaccare la propria
scorza sonnolenta
o di fare leva
sui piccoli rituali della vita
per nuove conquiste
per nuove forze
per nuove lotte.

Nelle nostre discussioni
quante volte ci scopriamo
incapaci di indovinare
una verità comune?
incapaci di studiare
di scrivere e di leggere
insieme?

Ritorniamo stancamente
alle vecchie filosofie
alle storie dei profeti
ai personaggi carismatici
ai pellegrinaggi.

Ci fermiamo alla vaghezza
di amicizie diffidenti,
mentre il nostro dito viola
ficcato nella diga
arresta solo per un attimo
la meccanica ineluttabile
dell’amore tra le formiche
della guerra tra le formiche
del lavoro ricco di inventiva
(e privo di scienza)
delle formiche, della fantasia
grande come un formicaio
delle formiche.

Giovanni Merloni

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Monotonia (Nuvola, 1971)

06 dimanche Avr 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Nuvola

001_monotonie 180Monotonia (1971)

Monotonia, ti tengo per mano
sei bionda e sottile
hai seni come pugni chiusi
hai labbra come città bruciate
hai occhi come panorami in cartolina
hai voci diverse
per un destino uguale
per un letto invaso da stracci
e rottami.

Hai la voce dell’ambulanza
hai la voce di una televisione idiota
hai la voce di bambini in prigione
hai la voce muta del boia.

002_monotonie 180

Monotonia, latente angustia
di uomini costretti
a litigare tra loro
per conservare intatta
la logica sterile
del potere costituito.

Monotonia, stai per imbavagliarmi
per diventare un abito
una maschera
un filtro tra quello che penso
e quello che faccio.

Non ti voglio mai perdere
mai mai mai…

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 7 avril  2014

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Eri la luce sul terrazzino (Nuvola, 1971)

05 samedi Avr 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Nuvola

001_terrazzino 180

Eri la luce sul terrazzino (1971)

Eri la luce sul terrazzino
calda come una mano
dentro una goccia.

Eri triste, perfino
nel tuo sorriso
che sfilacciava il mio sogno.

Eri l’incertezza duratura
tra addio e arrivederci
insieme a una strana paura
disegnata sulla morbida bocca
scolpita sulle ciglia sbarrate
filmata al rallentatore
negli inutili gesti
delle tue mani aggrappate
al parapetto.

Ti baciavo, stringendo
tra i pettini dei miei denti
una donna-uccello
imbambolata e straniera.

Tu ti ribellavi, dubbiosa
pronta a fuggire, scagliando
la tua voce rabbiosa
addosso ai miei sguardi
imprudenti.

Mi resta in bocca
il sapore triste del sangue
e i resti consumati
dei nostri corpi accavallati.

Una nuova vita affannata
incombe su di noi inanimata
imperscrutabile e insensata
nel suono disteso dell’estate.

002_campo de fiori anni 80 180

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 5 avril  2014

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Io, narrante (Roma, 2005)

04 vendredi Avr 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Solidea

000_moi narrateur001 180

Io, narrante (2005)

Io, narrante
stanco ambulante
incerto svicolante

ne ho viste tante
tante ne ho piante

001_amsterdam 1 180

Io, errante
tra amore e guerra
tra invidia e gloria
:

scavai monti di terra
bevvi fiumi di storia.

002_amsterdam 2 180

Io, narrato
sempre spiantato
sempre assillato

da creditori di favori
(che non so fare)

da negatrici di amori
(che non so rubare).

In fondo al treno
che m’ha divorato
men che sereno
sono angosciato.

003_amsterdam 3 180

Ho scritto in una scatola
ficcata in una botola
che rotola.

Ho scritto di getto e di piscia
trasformandomi in biscia
che striscia.

Ho scritto dalla culla
minacce a una fanciulla
sparita nel nulla.

Ho scritto sulla sabbia
che mi attaccasti la scabbia
con rabbia.

Ho scritto sulla cometa
un pensiero d’asceta
che mai si disseta.

Ho scritto la trama
di un’entusiastica brama
che mai si sfama.

Ho scritto sul foglio virtuale
il mio incubo ancestrale
spirituale e animale.

004_amsterdam 4 180

Ho smesso di scrivere
perché tanto è uguale:

a che serve la fama
se la pena non si cheta
se il dolore m’ingabbia
se sparisce la fanciulla
che un altro s’alliscia
dentro una botola?

005_amsterdam 5 180

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 3 avril  2014

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Potrei anche diventare allegro, 1975 (Ossidiana n. 29)

03 jeudi Avr 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_clown003 180

Potrei anche diventare allegro

Potrei anche diventare allegro
regalare a tutti la mia gioia
il mio essere qui
e da nessun’altra parte
gesticolante o immobile
con voi, davanti a voi.

Potrei immedesimarmi
nell’incantevole parte
di un pagliaccio
impenetrabile
e sorridendo gelidamente
(piangendo caldamente)
inerpicarmi su un filo trasparente

e finire lassù
nell’altro inutile mondo
a vendere lumache e gelati
ai bambini.

002_voilière 180

Giovanni Merloni

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Tra due barche, 1975 (Ossidiana n. 28)

01 mardi Avr 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_deux barques002 180 Tra due barche (1975)

La città esplode
nascondendo le mani nodose
nella distesa acquitrinosa
di gesti sommersi.

Il colore del giorno
rimbomba allibito
nel tuo corpo ansimante
nel tuo sorriso scintillante
e già le tue parole telefonate
ti allontanano da me
come un’eco.

Forse tu vorresti
arrestare il tempo
per non dovermi
salutare di nuovo
dopo questo strano
breve incontro
tra due barche.

002_venezia (2) 180Giovanni Merloni

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Elogio del finestrino, 2014 (Zazie n. 8)

31 lundi Mar 2014

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Zazie

001_disegno finestrino def 180

Elogio del finestrino (2014)

Mi piace guardar fuori
dal finestrino
affacciarmi nel vuoto
da una ringhiera
dal bancone dell’osteria

Mi piace dialogare
(seduto a letto
alle quattro del mattino)
con I fantasmi
che attraversano il buio
(mi piace sperare
che alla fine la notte mi porti
il suo agitato consiglio)

A forza di sporgermi
dai crepacci, dai ponti
dale torri ardite
giunge a un tratto il momento
che tutto diventa chiaro

noi capiamo chi siamo
che cosa dobbiamo fare
noi capiamo la vita
alla velocità del treno
e delle sue vocine…

Ma poi qualcosa
sempre ci distrae
continuiamo la vita
senza risolvere…

Guardiamo dentro
lo scompartimento
voltiamo le spalle
al panorama
ingoiamo dalla coppa gelata
il bicchiere di vino bianco
senza trovare il coraggio
di saltare
di afferrare l’occasione
di rinascere altrove.

Senza mai cambiare
né decidermi mai
i miei luoghi estremi
i miei pozzi-specchi
(il treno
la ringhiera
il bancone del bar
e questo buio profondo)
mi aiutano almeno
a sviscerare
ciclicamente
la vita.

Giovanni Merloni

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Ricco di un entusiasmo indifeso, 1976 (Ossidiana n. 27)

30 dimanche Mar 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_enthousiasme instable 180

Ricco di un entusiasmo indifeso (1976)

Presto tornerò
tra i compagni

presto tornerò
a non guardarmi

presto tornerò
alla faccia ingenua
e riderò
come prima
per nervosismo
perché sarò
in quel momento
distratto

presto tornerò
ad una spasmodica gara
contro il tempo
al tourbillon delle parole

presto tornerò
giovane
buffo e gentile
ricco di un entusiasmo
indifeso.

Giovanni Merloni

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Nel cuore buio e nero della via, 1964 (Ambra n. 38)

29 samedi Mar 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ambra

001_disegno sombre noir rue 180

Nel cuore buio e nero della via

Due case strapiombano « giù »
nel cuore buio e nero della via.

Tra teste, capotes e colombi
è spuntato il tuo viso che amo
— Sai, c’è gente, mi dici seccata
hai un tic nelle dita e disperi:
— Non ho voglia di vivere ancora
ed aggiungi: — Aiutami tu.

Camminiamo, stirando il mattino,
complicando le luci
e i sapori. Scende sempre
altra terra, altro sole su noi
come un lampo.
Ma tu gridi, saltellando sui passi:
— Aiutami tu.

Quando scendo di nuovo
io non credo che al cielo
triste e bianco.
Tu sei morta, una piccola fetta
della strage di oggi,
una terra seccata
con fori di bombe.

Sei la terra nuda, senza frutti
che lo stesso dà amore…

Le case si aprono
con luci squillanti
dal mattino alla notte.
Si sta meglio così:
io completamente solo
tu, forse,
completamente morta.

Tra le case bianche
dove il sole galleggia,
dipinto o stampato,
la tua morte ride, felice.

002_vetrina bruxelles 180

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE

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