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Archives de Tag: Ossidiana

Tra due barche, 1975 (Ossidiana n. 28)

01 mardi Avr 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_deux barques002 180 Tra due barche (1975)

La città esplode
nascondendo le mani nodose
nella distesa acquitrinosa
di gesti sommersi.

Il colore del giorno
rimbomba allibito
nel tuo corpo ansimante
nel tuo sorriso scintillante
e già le tue parole telefonate
ti allontanano da me
come un’eco.

Forse tu vorresti
arrestare il tempo
per non dovermi
salutare di nuovo
dopo questo strano
breve incontro
tra due barche.

002_venezia (2) 180Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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Ricco di un entusiasmo indifeso, 1976 (Ossidiana n. 27)

30 dimanche Mar 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_enthousiasme instable 180

Ricco di un entusiasmo indifeso (1976)

Presto tornerò
tra i compagni

presto tornerò
a non guardarmi

presto tornerò
alla faccia ingenua
e riderò
come prima
per nervosismo
perché sarò
in quel momento
distratto

presto tornerò
ad una spasmodica gara
contro il tempo
al tourbillon delle parole

presto tornerò
giovane
buffo e gentile
ricco di un entusiasmo
indifeso.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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Senza fissa dimora, 1975 (Ossidiana n. 26)

07 mardi Jan 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_sansdomicile def_modifié-1

Senza fissa dimora

Cercare l’identità
o la felicità?
la normalità
o il dubbio?

Schierarsi
almeno per qualche anno
sembra una buona ricetta
(dando e prendendo
dal partito
dalla società
come da una donna).

Ma poi, accolto
dal ritmo indolente
di una nuova città
e dallo strano linguaggio
di un’innamorata
(senza più nulla
da contestare
né da costruire)
il poeta s’inaridisce
come in una prigione
nella fissa dimora
delle sue facili
suggestive
epiche
colorate
ma vuote
parole.

002_domicile fixe NB

Un poco di me
rimane ben saldo, ficcato
in fondo a una tasca
nella curva di un riccio
nel raro capriccio
del cuore di un altro
o di un altra
o di te.

Un poco di me
resiste attaccato
al cordone sfilacciato
che vola trasandato
nel ricordo svogliato
degli altri
e le altre che,
di giorno in giorno,
ho sfiorato
ad ogni stazione
ad ogni gelato
ad ogni prato.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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Mi abituo a lasciarti, 1976 (Ossidiana n. 24)

14 jeudi Nov 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_je prends l'habitude

Mi abituo a lasciarti

Un cielo cupo, sperduto tra le colline
festeggia senza bagliori la nostra
divisione.

Mi abituo a lasciarti
riempiendo di stanze
disordinate
la mia casa vuota.

(Ogni volta che sono solo
è per sempre.)

(Niente può essere restituito.)

(Nemmeno quella sera d’inverno.)

Il nostro respiro,
gettato sui cappotti, cercava
invano i nostri due corpi
imprigionati. Le mani gelate
sapevano solo
rincorrersi al buio,
le bocche avevano
fretta di tacere.

Anche quella ebbrezza
di sorprenderci travolti
è stata una prigione.
un angolo buio sotto il cielo.

002_je prends l'habitude

D’improvviso perdevo
l’amore. Trovavo,
al suo posto,
il silenzio,
la strana emozione
di sentirmi
maldestro e slegato
mentre
sotto il tuo sguardo
correvo senza senso,
lontano da te.

Eri la spiaggetta segreta
del mio corpo bagnato.

Ora te ne vai, forse
piangendo. Sobbalza
avvilito
il tuo strano maglione
profumato.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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« Quale destino ? », 1975 (Ossidiana n. 23)

12 mardi Nov 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_quel destin 180

« Quale destino ? »

Le lettere che mi scrivevi, le parole
su cui lavorare
per decifrare
quale destino.

L’attesa sentendomi solo,
da qualche parte
in una città d’estate.
La speranza-paura del nuovo
incontro
la minuziosa cura nella scelta
di un vestito
l’innaturalezza
dei movimenti. Il sogno
represso e guardingo
di un corpo dimenticato…

002_quel destin 180

Alienato al punto
di essere quasi indistruttibile
ma anche capace di qualche
atto di eroismo,
sono già pronto
a rivestirmi di una disumana
indifferenza.
Così mi ha reso la vita
che non capivo…

Mi chiedo mi chiedo
chi tu sia chi tu sia che mi tieni
in questo groviglio
di gesti insulsi…

Sto assaporando una sconfitta
e scopro di avere combattuto
senza convinzione
di avere tentato una inutile
sortita…

«Quale destino ? »

003_quel destin 180

Mi rispondo,
mi domando,
mi curo,
mi ammalo
mi nascondo,
mi mostro,
ma non serve a niente
questo stato di oggi
questo tourbillon da galeotti
in una giostra vuota.

Noi sbagliati,
noi contraddittori
noi ora buoni ora spietati
noi forse travolti
dalla confusione
di tempi non scelti, di viaggi
forzati, di destini
non discussi.

Noi stessi
con scrupolosa attenzione
mettiamo in crisi
un discorso appena iniziato
una carica di comprensione
una voglia di liberazione
un breve meraviglioso volo
tra i tetti…

Appena dietro gli isolati
dell’abitudine, vorrei farmi
riconoscere;
lì, io ti vorrei conoscere
davvero.

004_quel destin 180

Aspettando, mi avevi mandato
degli sciamani
che mi avevano portato
su un lago asciutto. Unico
impegno, guardare a sud-est
dove passa
la costellazione dei Gemelli.

E’ venuto il buio
e si è accesa la tua luce.
Ho smesso di chiacchierare
di prendere appunti
e ti ho « vista ».

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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La mia settimana. Domenica, 1975 (Ossidiana n. 22g)

14 dimanche Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_coppia domenicale_part_740

Enzo Jannacci Ragazzo_padre, parole di Bruno Lauzi.

La mia settimana. Domenica

La tua settimana fuori di te
la mia settimana fuori di me
la nostra settimana fuori di noi.
I miei giorni fuori di te, i tuoi giorni fuori di me
i nostri giorni fuori di me e di te
il tuo tempo fuori di me, il mio tempo fuori di te
il nostro tempo fuori di noi due.

Domenica un giorno chiuso
con le mani in tasca.

Domenica se c’è la luce ci sei tu.
Domenica se ci sei tu è festa.
Domenica se viaggio con te vorrei urlare.
Domenica sono sereno se sono con te.
Domenica solo se ci sei tu è domenica.
Domenica tutta la città se ne va con te.
Domenica non so dove rincorrerti.
Domenica se sei lontana ti scrivo
una poesia senza parole.

002_testina celeste_740 def

Domenica, appiedato, respiro i portici
alti bassi, larghi stretti, nobili ignobili
chiassosi angosciosi
come i miei gesti spezzati nell’aria.

Domenica mi compro
un fiore viola e il tuo profumo.
e invece di tornare a casa
me ne vado lontano
lungo le rotaie, imitando il tuo passo
il tuo sguardo stupito.

Domenica è già lunedì.

003_gio-ra-pa bologna 740

Giovanni Merloni

TEXTE ORIGINAL EN FRANÇAIS 

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La mia settimana. Sabato, 1975 (Ossidiana n. 22f)

13 samedi Avr 2013

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Ossidiana

001_bologna_cielo chiaro_740

Paolo Conte Wanda

La mia settimana. Sabato

La tua settimana lontano da me
la mia settimana lontano da te
la nostra settimana lontano da noi.
I miei giorni lontano da te, i tuoi giorni lontano da me
i nostri giorni lontano da me e te
il tuo tempo lontano da me, il mio tempo lontano da te
il nostro tempo lontano da noi due.

Sabato quattro passi tra l’erba e i cani
un pensiero affaticato
un desiderio confuso
una spasmodica voglia di toccarti
una poesia rivolta a me stesso.

Sabato la precisa dimensione
della mia vocazione all’attesa.

Sabato la settimana conclusa
e un’altra che ricomincia
le rinunce di un principe povero
l’orgoglioso disegno di una casa semivuota
l’andatura curva di un tutto testa.

Sabato il tempo davanti
il tempo dietro
sabato dormire, sabato sognarti
sabato accorgersi, sabato amarti
sabato essere geloso
sabato cercarti tra le carte
sabato dipingere la tua silhouette vaga
sabato aspettare.

003_divano_bologna_740 rid

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS 

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La mia settimana. Venerdì, 1975 (Ossidiana n. 22e)

12 vendredi Avr 2013

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Ossidiana

001_passage du désir 740

Vorrei incontrarti di Alan_Sorrenti (1972)

La mia settimana. Venerdì

La tua settimana senza me
la mia settimana senza te
la nostra settimana senza noi.
I miei giorni senza te, i tuoi giorni senza me
i nostri giorni senza me e te
il tuo tempo senza me, il mio tempo senza te
il nostro tempo senza noi due.

002_Prati-alti 740

Venerdì un frenetico inizio
treni e navi in partenza
gente affacciata alla porta
neanche un minuto per le poesie.

Venerdì un frettoloso saluto.

Venerdì quasi la certezza di averti.

Venerdì le parole degli altri
i pensieri angosciosi
del futuro, la solitudine
dopo un rapimento mancato.

Venerdì scrutare
la città da un tappeto volante
senza trovare la risposta
alle tue misteriose lezioni.

Venerdì una deriva di conchiglie nella sabbia
un’altalena che sfiora la schiuma del mare
un vetro che rimbalza il mio volto triste.

003_cartellino bologna 740

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE 

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La mia settimana. Giovedì, 1975 (Ossidiana n. 22d)

11 jeudi Avr 2013

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Ossidiana

001_rimmel testina_prima_740 Libera interpretazione della copertina di Rimmel di Francesco De Gregori

La mia settimana. Giovedì

La tua settimana con me, la mia settimana con te
la nostra settimana con te e me
i miei giorni con te, i tuoi giorni con me
i nostri giorni con me e te
il tuo tempo con me, il mio tempo con te
il nostro tempo con noi due.

002_cortile antique 740

Giovedì una giornata massacrante
uno stanco andirivieni per le scale
un faticoso ammiccamento
tra le voci degli altri.

003 via delle moline antique 740

Giovedì una sera come due sposi
rotolando con le nostre lingue
tra i vestiti distesi sul pavimento.

004_piazza verdi antique 740

Giovedì un progresso di gesti come in un ballo.

Giovedì un corpo sudato e una mano di anelli.

Giovedì le mie domande e i tuoi sguardi.

005_non so antique 740

Giovedì una poesia stracciata.

Giovedì una cauta discesa nel sonno.

Giovedì il giorno più adatto per morire.

006_piazza maggiore antique 740

Giovanni Merloni

Foto di Raimondo Rosario Giunta

TESTO IN FRANCESE 

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La mia settimana. Mercoledì, 1975 (Ossidiana n. 22c)

10 mercredi Avr 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

astolfo nell'isola 740

La mia settimana. Mercoledì

La tua settimana mia, la mia settimana tua
la nostra settimana tua e mia
i tuoi giorni miei, i miei giorni tuoi
i nostri giorni miei e tuoi
il tuo tempo mio, il mio tempo tuo
il nostro tempo di noi due.

Mercoledì una nuova grinta
una inaspettata incisività
un promemoria, molte telefonate
uno sguardo in cagnesco
per farsi inseguire.

Mercoledì un pomeriggio nel sole
le tue carezze guardinghe
la tua difesa sorridente
le tue braccia strette alle mie
e, un’ora dopo l’altra
il tempo rubato ai doveri
oppresso dalle riunioni disertate
spezzato dai rinvii e dalle scuse
lasciando scivolare le testa e le mani nel viaggio
al di là di ogni capo remoto del mondo.

Mercoledì una navigazione nella brezza
una poesia sgrammaticata
un silenzio musicale
una stretta di mano tranquilla
una scoperta di corpi meravigliosi
in volo tra le ombre buie e gelate
della sera.

torri bologna 740

Le torri di Bologna (ricostruzione da Gina Fasoli, « Il Medioevo » su L’Emilia Romagna, Teti editore, Milano 1974)

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE

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