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il ritratto incosciente

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Archives de Tag: Ossidiana

Dopo, 1975 (Ossidiana n. 48)

14 mardi Juil 2015

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

002_nu 180 - copieTableau del pittore ucraino Alexandre Dmitriev

Dopo (1975)

E’ entrato nelle narici
ha girovagato per i miei intestini
ha bruciato il mio sangue
è entrato nella mia pelle il tuo odore.

Ed ora questa sera sgomenta
ad aspettare che la nuvoletta si diradi.

Ad aspettare la muta calma
le voci degli altri.

Ad aspettare che i nostri amuleti
si tocchino tutta una notte.

Giovanni Merloni

I_femme

« La collina è distesa
e la pioggia l’impregna in silenzio. » (1)
………………….
« Domani nel cielo lavato dall’alba
la compagna uscirà per le strade, leggera
del suo passo. Potremo incontrarci, volendo. » (2)

(1) e (2) : Inizio e fine della poesia « Dopo » di Cesare Pavese, in « Lavorare stance », Einaudi 1934.

époux en violet_modifié-1

Da « Il treno della mente », Edizioni dell’Oleandro, Roma 2000 — ISBN 88-86600-77-1

TEXTE EN FRANÇAIS

Questa poesia è protetta dal ©Copyright.

 

Il tuo volto è il tuo nome, 1975 (Ossidiana n. 47)

13 lundi Juil 2015

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

donna tra i manichini x blog_ter

Il tuo volto è il tuo nome

Il tuo volto è il tuo nome.
Le tue labbra, la penombra del tuo sguardo
la mia solitudine sono il tuo nome.

Sotto città bianche sprofondano
i nostri corpi di terra.
Nel silenzio è inutile chiamarti
è inutile cercarti nelle mille vie.
Gridare il tuo nome e il tuo volto.
Dall’alto campanile
il mio sguardo ti insegue
dentro al tuo labirinto di foglie.

Non ti afferra la vetrina di cose
che hai rigettato.
Non puoi trovarmi
Non ti vedo.

Ora questo tempo dissipato,
questo scacciapensieri di carte bianche
e il rantolo inutile
di questo corpo violentato sono il tuo nome.

Il tuo volto è il tuo nome.
Le tue labbra, la penombra del tuo sguardo
la mia solitudine sono il tuo nome.

Giovanni Merloni

De « Il treno della mente » (« Le train de l’esprit »), Edizioni dell’Oleandro, Rome 2000 — ISBN 88-86600-77-1

Première publication 22 janvier 2013 et Dernière modification 5 juillet 2015

TEXTE EN FRANÇAIS

Questa poesia è protetta dal ©Copyright.

Specchio di una casa di studenti, 1976 (Ossidiana n. 46)

11 samedi Juil 2015

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_specchio_antique

Specchio di una casa di studenti

Specchio di una casa
di studenti
specchio di un’immagine beffarda
specchio della salute
della voglia di vivere
specchio degli itinerari
lungo le rotaie
specchio dei suicidi
dentro le botole di acqua sporca
specchio di un albero di glicine
che infrange
l’aria di ragnatela
di un recinto di mattoni.

002_specchio_antique

Specchio di un nuovo sorriso
di una mano tesa
di un corpo neutrale
specchio di una fiducia
rossiccia
di una barba spelata
di un album di famiglia.
Specchio della memoria
di momenti brutti come questo
di momenti belli
come questo
specchio della forza
dell’identità
della vita.

003_specchio_antique

Specchio degli spavaldi inchini
delle eterne litanie
degli abiti bianchi
di un profilo indiano
specchio di una lotta
che riaffiora affannosa
da una scultura di sabbia
da un prato di erba alta
quando si sta facendo notte
specchio delle nostre ultime parole
che inseguo da questo carcere
che studio
interpreto
accosto
invento.

004_specchio_antique

Specchio della mia morte
che mi è amica.
specchio della mia vita
che mi ha regalato
una folle saggezza
una mite irresistibile forza
uno specchio.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS   

Questa poesia è protetta da ©Copyright

Passeggiata, 1976 (Ossidiana n. 45)

11 samedi Juil 2015

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

passeggiata def

Passeggiata (1976)

Ogni scalino è di legno e di terra. I tuoi ricci
sono un buffo recinto al bel viso abbronzato.
A gran gesti racconti. Io, invece, sbilenco
a volte divento distratto. Nel prato ci sono
grigie statue, in rovina. Nel cielo di nuvole rosa
si rincorrono le ombre dei nostri corpi lontani.

Il cammino è un’alga distesa sulla terra del mare,
una stazione senza treni. Su e giù camminiamo
e impariamo il giardino. Ma non ne sentiamo l’odore.

E’ una buffa stagione, e non lascia l’inverno.
E’ gelato anche il sole. La città è sempre fuori
silenziosa e lontana. Il silenzio caduto tra noi,
tra le nostre parole, è una voce più cupa
e più fredda. Ma ci passa vicino, allegro di voci
il gruppetto di lunghi maglioni, che presto è sparito.

La mia donna tenace saltella sulla piccola ghiaia
mi accarezza ed ancora mi vuole insegnare la vita.
Anche lei non riesce a cantare, a vestirsi di cose.
Passeggiamo sul prato. E qui facevamo l’amore.
Solo ieri la collina era il sole. Il corpo era
un gesto largo, il sorriso inondava lo sguardo.

La città entra nella collina, col buio dei fanali.
Sul suo corpo angosciato si è addossata la notte.
Nel respiro di nuovi rumori il giardino è un saluto.
Sembra calma la coppia divisa e confusa. Domani
la città rapirà la mia donna, il suo viso abbronzato.

Giovanni Merloni

De « Il treno della mente » (« Le train de l’esprit »), Edizioni dell’Oleandro, Rome 2000 — ISBN 88-86600-77-1

Questa poesia è protetta dal ©Copyright.

TEXTE EN FRANÇAIS

Ognuno è un numero, 1975 (Ossidiana n. 44)

28 jeudi Mai 2015

Posted by biscarrosse2012 in poesie

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Ossidiana

finestra 9_schermata-2015-05-23-alle-23-15-50

Foto « prestata » de Giorgio Muratore, Archiwatch 

Ognuno è un numero

Ognuno è un numero
una generazione
un vestito smesso
un titolo di studio, qualche medaglia
una degradazione, cento bocciature
un neo, una barba e baffi
un paio di occhiali, una macchina rossa
una tessera, un distintivo
un panino tra gli impiegati
una fila fuori dal botteghino
una presenza o un’assenza
a un rito.

Schermata 2015-05-24 alle 14.32.21 copia

Foto « prestata » de Giorgio Muratore, Archiwatch 

Ognuno è un albero
che dispera verso le nuvole
le piccole foglie.
Ognuno è un corallo luminoso
abbarbicato alle radici del mare;
ognuno è un frutto sotterraneo
o un cancro.

finestra 1_pomeriggio

Foto « prestata » de Giorgio Muratore, Archiwatch 

Ognuno è un grido sommesso
una ribellione guardinga
una incapacità, manifesta
o dissimulata, a vivere.

finestra 2

Foto « prestata » de Giorgio Muratore, Archiwatch 

Ognuno è un ragazzo
che attende risposte
del tutto inibito, ridotto al silenzio
che non osa chiedere
che non osa parlare.
Ognuno è un piccolo artigiano
in questa cosmica impresa di tappabuchi
che è il mondo.

finestra 12_piacentini-piazza-verdi

Foto « prestata » de Giorgio Muratore, Archiwatch 

Giovanni Merloni

Questa poesia è protetta da ©Copyright. 

TESTO IN FRANCESE

La poesia stracciata, 1976 (Ossidiana n. 43)

20 mardi Jan 2015

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_madame déchirée - copie

La poesia stracciata

La poesia stracciata
era bella,
la poesia stracciata era
vera,
la poesia stracciata
era un’ombra
dove è penetrata la luce
un angolo di polvere
dove il groviglio
del dolore e della felicità
si è sciolto.

La poesia stracciata
era un nuovo sforzo
per comprenderti,
per liberarmi
(come dici tu)
dal luogo comune.

La poesia stracciata era
la verità più dolorosa
tramutata in un fiore.

La poesia stracciata
mi ha tramortito
ridandomi
il profumo caldo
del tuo corpo.

La poesia stracciata
è tornata tra le mie mani
tra le mie gambe
nello stomaco malato
della vita.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

Questa poesia è protetta da ©Copyright

Il progetto di una poesia, 1975 (Ossidiana n. 42)

18 dimanche Jan 2015

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_donnina 180

Il progetto di una poesia 

Il progetto di una poesia
nella fragile geografia
dei ricordi
delle attese
dei gesti nascosti
si stende come una lingua
di carta
tra le vesti
e le maschere
di un amore in disuso
fino a che la rabbia
di sentirci vitali
dischiude le pareti calde
della sacra reliquia.

Dal fondo di una cripta
di cipolle e vino
il mio grido è arrivato
oltre la botola d’erba
a lambire il tuo vestito
nel grembo bianco
di fiori ricamati
e ci siamo messi
a rotolare
nell’infinita spirale
di una chiocciola di pergamena
trasparente.

002_donnina part 180

Tu mi rendi consapevole
della mia nascita
dei miei primi passi
della mia curva timidezza
di scolaro.

Tu mi accogli
in un disegno più vasto
più ricco
con qualche spreco
con qualche colore in più.

Tu mi regali
la certezza
che la vita
ci appartiene.

003_photo part

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

Questa poesia è protetta da ©Copyright

Ogni giorno ti aspetto, 1975 (Ossidiana n. 41)

01 vendredi Août 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_je t'attends def 180

Ogni giorno ti aspetto  

Se durerà
questo amore
senza diventare
quel cupo rituale
di mobili e lenzuoli.

Se invece sarà come ora
la certezza e il mistero
la solitudine
improvvisa e sorda
il paradigma
della felicità
della serenità,
della calma.

Se questa calma voluta
non diventerà noia
se questa pigrizia
nel centellinare
le sensazioni e il pensiero
non diventerà l’eco
delle nostre parole
la rozza veste
dei pensieri proibiti…

Ogni giorno ti aspetto
e ti grido la gioia
di una vita che non ci sarà,
io ti vesto di mille
vestiti
e mille volte ti spoglio.

Ogni giorno io ti canto
ti canzono
ti porto via con me.

Ogni giorno, seduto
su un muretto di calce
ti saluto, e l’immagine
resta scolpita,
fotografata,
mentre tu scompari
dietro a un disco
che aggroviglia
suoni e parole.

Mentre tu diventi
un amore impossibile
io lavoro al posto tuo
sistemo le tue pratiche
faccio la guardia
alla tua porta
ascolto le variazioni
del silenzio.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

Questa poesia è protetta da ©Copyright

Gli inutili oggetti, 1976 (Ossidiana n. 40)

24 jeudi Juil 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

001_belle bleu-rose iPhoto 180

Gli inutili oggetti

Tra gli inutili oggetti
di uno spazio senza luce
le tue braccia ricadono
giù, calde,
innamorate.

Il grido della vita
o della morte
esploso
dentro il nostro abbraccio,
adesso si spegne
dolcemente
in una lenta
passeggiata
lungo il fiume di neve
tra gli alberi gialli
nella luce ferma
della nostra forza
ritrovata.

Io inghiotto
a fatica
il dolore di ghiaccio
l’emozionante
dolorosa gioia
di sapere
che spetta al tempo
la nostra fortuna.

A un tratto,
giorno per giorno,
foglia su foglia
(nel nostro confronto di corpi
assonnati e distesi
nel nostro rincorrere
noi stessi, il nostro
buonumore, la nostra
pace nascosta),
qualsiasi disegno
cupo e schematico
si rivelerà inservibile
e si logorerà, esausto
prima
di avere effetto.

A un tratto
il buon senso
cederà al fascino
irresistibile
di due mani strette
in mezzo agli odori
e ai nitidi profili
delle strade.

Stiamo imparando
ad accettare
che la vita si porti
a spasso
stretta a sé, la morte,
mentre la felicità
diventa un groviglio
inafferrabile
e indecifrabile
che dobbiamo
lo stesso proteggere
contro l’assurdità
della morte
contro l’assurdità
della vita.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

Questa poesia è protetta da ©Copyright

Una piccola parentesi, 1975 (Ossidiana n. 39)

23 lundi Juin 2014

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ossidiana

000_cirque de la vie 180

Una piccola parentesi

Una piccola parentesi
ad aspettare che una rosa
si apra al sole
mentre una fanciulla colorata
si pettina senza fretta.

Una piccola parentesi
cercando di ragionare
sereno
tra i tuoi gesti veloci
e i tuoi salti bizzarri
in mezzo agli oggetti
che fai diventare belli.

Una piccola parentesi
rincorrendo il passaggio
veloce
di un’intuizione
di una volontà sottile
di un desiderio urgente.

Una piccola parentesi
fuori dai miei argomenti
dentro il caldo del sole
d’inverno, dentro i suoni
che preparano una festa.

Una piccola parentesi
con te dentro il mio cappotto:
senza che tu lo voglia
o te ne accorga
sei sincera, allegra
eccitata, viva!

Una piccola parentesi
è il nostro abbraccio
è il nostro recinto
è la nostra attesa
di luci più nette
di un nuovo incontro,
è la forza di un gesto
per decifrare gli scarabocchi
di uno strambo destino.

002_une petite parenthèse 180

Una piccola parentesi
(io, inchinato sul tuo corpo
tu curva sui miei capelli
spettinati) dove restiamo
tutti e due
a lungo sospesi
tra il colore della speranza
di fare un giorno
qualcosa
e il colore delle nostre mani
che disegnano grovigli di corpi
nella luce intrigante
di una favolosa notte
di racconti

Una piccola parentesi
ad aspettare che una rosa
si apra al sole
mentre
una fanciulla colorata
si pettina senza fretta
e due innamorati
senza convinzione
si dicono addio.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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