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il ritratto incosciente

~ ritratti di persone e paesaggi del mondo

il ritratto incosciente

Archives d’Auteur: giovannimerloni

Improvvisamente, 1974 (Stella n. 24)

27 dimanche Oct 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Stella

120_gelosia 83 part 1

Improvvisamente 

Improvvisamente, dal torpore
nevrotico
dove ci hanno portato
parole rituali
efficienti, ossessive.

Improvvisamente
nausea e desiderio insieme
per la consapevolezza
di tante ore e ore sprecate,
regalate all’alienazione.

Tutto queso non serve a nessuno.

120_gelosia 83 part 2

E poi la nebbia di fuori,
il cappuccio del Montgomery
calcato sui capelli ricci,
la testa che gira
le mani a scaldarsi
nelle tasche,
il ricordo di noi due
spensierati 
per qualche minuto
soltanto carne e pelle e odore:
una libertà che sconcerta
« aiuto! »

Improvvisamente
ho un gran bisogno
di essere in trappola
nella beata inutilità
di queste fantasie
lontano dal mio centro
attanagliato
da questa città che era diversa
e ora è già monotona
ammaliato
da questa strada piena di gente
che va e viene.

Improvvisamente,
so di essere solo
su un molo pieno di vento
sotto un sole che non scalda
solo a guardare le onde del mare
che si ficcano tra le barche,
solo a ricordare
gli amici e le amiche
i palazzi sontuosi
i marmi levigati
le statue nella penombra
lo stupore delle rondini
i suoni che carezzano
le mie angosce di ex.

120_gelosia 83 part 3

(Cosa resta, cosa resta, dopo questa repressione
della porta chiusa che ci butta per strada
fuori per sempre dai nostri muri.)

Ecco un’onda più alta
un lenzuolo e un tipico odore di chiuso
la polvere delle stanza mentre tu
indagatrice ti aggiri 
tra i pensieri e le cose:
nella casa riapparsa in sogno
tu diventi diversa, inamovibile
impigrita e sordidamente felice
mentre io mi stiro
come un orso in letargo
beato di non pensare
che ai piccoli e grandi prodigi
dei nostri due corpi
del nostro avvicinarci
sussurrarci, farci caldo
soffiandoci nelle orecchie e sul collo…

120_gelosia 83 180

P.S. Improvvisamente, non è successo niente. Ho avuto bisogno di ritrovarmi, di pensare a te, di vederti meno attiva, impegnata, meno ossessionata, meno vinta, da questa razza di vita.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

Questa poesia è protetta da ©Copyright

A diecimila distanze da qui, 1974 (Stella n. 23)

26 samedi Oct 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Stella

119_poste antique 180 A diecimila distanze da qui 

A diecimila distanze da qui
è esplosa una volta
la mia voglia di rabbia
i tuoi gesti lenti e legati
da un fantasma trasparente
rintanati nel caldo angolo
di un letto disfatto
l’utopia repentina
di un sogno disinibito
di sguardi miei e tuoi
lunghi e statuari
e poi il trionfo
di un silenzio animale
di un calarsi deciso
nelle pieghe dell’estate
tra le tue braccia gelate
e i tuoi capelli di sabbia.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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A che serve? 1974 (Stella n. 22)

25 vendredi Oct 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Stella

mathieu001 180

A che serve?

A che serve vivere
ansiosi o malinconici
entusiasti o smagati
rigidi o disposti?

A che serve continuare a sbagliare
mescolando bisogni e desideri
materia e mito
terra fangosa e cielo?

Viviamo perché tendiamo verso fuori
verso altri, soli come noi
verso terre distese, da emigranti.

Voliamo sicuri, fino a quando
giunge lo sgomento
lo sgomento dell’incapacità
della certezza di non bastare
di non poter dare
senza prima avere preso
molto di più.

Ecco perché, come fagotti nella lana
avventurosi e disperati
comprimiamo quasi sempre
le nostre cose migliori
le nostre strade meno confessate
le più oneste.

Ecco perché non ci stacchiamo
mai dalla terra
anche se non siamo mai
nella nostra tana.
Non sappiamo volare
ma restiamo sempre sospesi
consumati
da un pensiero doloroso :
a che serve?
a che serve?
a che serve?

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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Quando l’amore sembra allontanarsi, 1974 (Stella n. 21)

20 dimanche Oct 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Stella

volare oh oh antique 180Quando l’amore sembra allontanarsi 

Quando l’amore sembra allontanarsi
proprio allora affiorano
i ricordi più remoti :
un soffio sulla tua fronte corrugata
un taglio netto che era capace
di sgrovigliare qualsiasi matassa
il tuo passo vicino e inatteso
il nostro abbraccio improvviso.

Quando l’amore sembra condannato
si desidera disperatamente
che il tempo sia infinito
che una vita sia due vite
che una passeggiata in inverno
nella nebbia
sia anche un tuffo
tra le foglie secche e il fango
sia tenersi di nuovo per mano
verso nuvole sospese
tra la calma e il vento.

Quando l’amore vicino finisce,
c’è sempre un altrove
dove le nostre voci si intrecciano,
un punto lontano
dove i nostri pensieri fissi si perdono.

Quando l’amore si perde
impariamo a pensare ad altro
a rinnegarci, a farci impegnati.

Quando l’amore lontano
diventa vicino, anche i ricordi
son semplici e belli
e sgorga facile il tuo sorriso
(così mi sembra)
e tu ti fai onda di pensieri affettuosi
onda di capelli che cingono
onda di carezze e sussurri
onda di un mare nuovo,
onda di una terra che è la nostra meta
onda di un vento cupo, sibilante
che avvolge il cielo dei tetti.

Giovanni Merloni

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Sognare di smettere di sognare, 1974 (Stella n. 20)

15 jeudi Août 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Stella

001_arrêter de rêver 740 Sognare di smettere di sognare 

Sperare, sognare
illudersi di avere
una mensilità da buttare a mare
una donna da rivoltare nell’erba
due o tre donne da prendere in giro.

Sperare, sognare
un bel premio
un invito, una danza
un tetto per la vacanza
un lieto fine per l’erranza
e magari immaginare
di essere recluso in una stanza
solo e astemio
a disegnare con la biro.

(A volte può capitare
di vedersi recapitare
un pacchetto svogliato:
il premio agognato
è arrivato
nel momento sbagliato).

Lì per lì per accettare, meditare
con cinismo criticare
con distacco approvare
viziosamente girando
vanamente serpeggiando
e mangiandosi la coda
ostinandosi a predicare
quella vita felice
che non si sa acciuffare.

Di colpo disperare
smettere di sognare
lasciandosi consolare
dalla voglia di scialacquare
il lavoro di tutta una vita
in una sola uscita
facendosi accattivare
dall’impeto di conquistare
un angolino di mondo o di mare
dove rivoltarsi tra perle rare
senza farsi abbindolare
da due o tre isole sconosciute
che è sempre meglio evitare.

In una giornata immonda
al passaggio della ronda
(magari in punto di morte)
ripartire come un cow boy,
dandosi ripetuti colpetti
sull’anca, combattendo,
vincendo e magari perdendo,
contentandosi di sperperare
piuttosto che rinunciare
a sognare.

Giovanni Merloni

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Un fiume grigio, 1974 (Stella n. 19)

14 mercredi Août 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Stella

001_1974:3 740 Un fiume grigio 

Un fiume grigio
entra tra le case sfilacciate
trascinando zattere di plastica
avanzi giganteschi.

Morire soli
dentro il gorgo di questo fango
affogare nuotando
con rabbia, verso il fondo
di sassi e vetro.

Uomini sulle torrette
gridano sintetici
mandano gesti verso la sponda.

Altri raccolgono mattoni
mucchi di bitume
avanzi di legni che non servono
tutti faticano
lungo un liquido fetido di topi morti.

Morire per incapacità
per decadenza, per gioco
e leggere attraverso l’acqua brillante
le parole tue di stupore
la tua fermezza nel funerale
la sorpresa di altri.

Tutti ingoiano la forza dolorosa
della pazienza, rinunciando
a vestirsi di garofani rossi
rinunciando a correre leggeri
tra mucchi di paglia
rinunciando alla tenue,
sordida, contorta passione
delle braccia nude
del silenzio ritrovato
come la verità dolce
di due parole e un sorriso
dietro il vetro.

Voltare pagina
per cancellare quello che avrei voluto
saper fare
dare avere rubare ricordare,
un passato sbagliato
non veramente vissuto
percorso con distrazione e paura
desiderio e angoscia,

voltare pagina
verso un tonfo nero
ultimo, definitivo, liberatorio
calmo.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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Una statua

13 mardi Août 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Luna

001_una statua001 740 Una statua (1977)

Una statua gesticolante ha parlato
ha ghermito i fili del tram
ha tessuto una strada
gialla rossa violetta
ha carezzato il tuo pube biondo.

I tuoi umori sciolti, liberati
scorrono felici, brucianti
sul mio petto, sulle nostre braccia
e il sudore-lago dell’amore
evapora sotto lenzuola di carta.

Ho espresso i passi pesanti
faticosissimi
rimbombanti nella testa
la fatica era del mestiere
il mestiere era sentirmi vivo
o almeno vissuto
certo più sereno
meno entusiasta
meno indistinto.

Una statua di cera si è sciolta
in mezzo a due corpi.
La musica si è rattrappita
come una cantilena
prima estranea poi, d’improvviso
sottile, suadente veicolo
di carezze, di occhi negli occhi
di pace assonnata.

Stiamo uscendo da queste mura
entrando nel nostro passato
nel futuro della vita.

002_la statua 740

Una statua di carta
una statua di neve
una statua di foglie
una statua di mani, di piedi
di sessi avvinghiati
di occhi svuotati
da piccioni cupi e neri.
Una statua di roccia rosa
una statua di alberi
una statua di vestiti appesi
una statua che smette
di cantare, di ridere
di riflettere luci e suoni.
Una statua statua.

Giovanni Merloni

écrit ou proposé par : Giovanni Merloni. Première et Dernière modification 14 juillat 2013

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Una poesia mia, inconfondibile, 1974 (Stella n. 18)

12 lundi Août 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Stella

001_je voudrais 740 Una poesia mia, inconfondibile 

Una poesia mia, inconfondibile
ingrandita cento volte
sui muri delle case.

Una poesia inosservata
tra i passi, un monologo
per chissà chi.

Ti vorrei rubare secondo un piano perfetto
mantenendo la grinta di un killer
l’eleganza di un Fantomas
il fascino di un artista delle casseforti.

Vorrei portarti sulla canna
di una bicicletta d’argento,
cantando nel lusso
di una strada buia,
gridando nel vento la gioia
per ogni minuto
passato con te.

Vorrei scrutarti in silenzio
con la goffa e dolorosa lentezza
dei momenti più gravi.

Vorrei conservarmi intero
forte, sveglio, lucido
mentre mi apro a te.

Vorrei una notte lunga,
traversata combattendo
te e il sonno e il nostro delirio
sconfinante nell’alba
nei primi felici
spiragli caldi del giorno..

Vorrei essere corteggiato
assediato, espugnato, coinvolto
in una storia vera
e andare poi diritti
sempre più a fondo
dentro la vita quotidiana
per sconfiggerla e viverla
con coraggio serenità convinzione.

Per questo credo in te
cespuglio mosso dal vento
in una sera del mare
nuvola precisa tra i monti
nel rosso silenzio della sera.

Per questo ti aspetto
rara certezza nella confusione
di un giorno per giorno
maldestro, opprimente, doloroso.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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Frammenti II/II, 1963 (Ambra n. 13)

11 dimanche Août 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ambra

001_dernière attente 740Frammenti II/II

Mi hai preso solo tu
come sono e non come sembro
solo tu te ne infischi dell’altro me
che vedono gli altri.

002_medaglie d'oro NB 740

Nessuno sentirà, nessuno commenterà, nessuno,
ci saranno quattro pareti bianche a guardare
tu ed io avremo paura
tanta paura di essere felici.

Il buio scenderà con noi nella notte
e il nostro amore
come un sasso lucido
brillerà, felice, alla sera.

003_mercato balduina NB 740

Ieri
passeggiavo per cieli sporchi.

Oggi
mi hai detto
la speranza
mi hai detto
che potrò amare.

Ora
sei una nuvola
e il cielo ti chiude.

Domani
avrai forme docili
e parole profumate,
che Dio ti dirà,
a te sola.

Per sempre
sarai lontana e vicina
rubata ai poeti
l’amore ti canterà
e tu canterai l’amore,
tu sola.

cartolina 9 740

Ai passi della sera lasciamo
il ricordo di noi
e, tranne il rimbombo
dei nostri tacchi,
il silenzio.

Ah, quei passi, rubati al silenzio,
rullìo di tamburi battenti
dentro i glicini dei nostri cuori!

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE

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Frammenti I/II, 1963 (Ambra n. 12)

10 samedi Août 2013

Posted by giovannimerloni in poesie

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Ambra

001_replay rupture def 740

Frammenti I/II

Hai la tua stessa voce
delicata, di vetro sul vetro.

Mi parli ancora
al telefono, quando ti vedo.
Ma non mi ami più.
Sembra sempre che tu lo dica.

002_balduina BN 740

Sei il sole e la pioggia:
il sole brillato sul palmo della mano
la pioggia negli occhi brucianti di lacrime.

003_d'oro BN 740

Ho perso una parola
da qualche parte: un verso
senza rima:
c’era scritto gorgo
e poi c’era detto,
sottinteso morte.

L’ho perduta. Da un’altra parte
ho trovato il tuo nome

Sei venuta, goffa e severa :
io dimentico tutto e mi ricordo
di tutto.

004_belsito BN 740

Ti devo un amore che va a rotoli
e sembra meraviglioso.

Ti devo un amore intimo,
doloroso, che sprofonda
in un abisso sublime.

Ti devo una gioia che fa scintille
e brucia, ma intanto
pur senza morire
si volatilizza.

005_balduina BN 740

Giovanni Merloni

TESTO IN FRANCESE

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