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001_1974:3 740 Un fiume grigio 

Un fiume grigio
entra tra le case sfilacciate
trascinando zattere di plastica
avanzi giganteschi.

Morire soli
dentro il gorgo di questo fango
affogare nuotando
con rabbia, verso il fondo
di sassi e vetro.

Uomini sulle torrette
gridano sintetici
mandano gesti verso la sponda.

Altri raccolgono mattoni
mucchi di bitume
avanzi di legni che non servono
tutti faticano
lungo un liquido fetido di topi morti.

Morire per incapacità
per decadenza, per gioco
e leggere attraverso l’acqua brillante
le parole tue di stupore
la tua fermezza nel funerale
la sorpresa di altri.

Tutti ingoiano la forza dolorosa
della pazienza, rinunciando
a vestirsi di garofani rossi
rinunciando a correre leggeri
tra mucchi di paglia
rinunciando alla tenue,
sordida, contorta passione
delle braccia nude
del silenzio ritrovato
come la verità dolce
di due parole e un sorriso
dietro il vetro.

Voltare pagina
per cancellare quello che avrei voluto
saper fare
dare avere rubare ricordare,
un passato sbagliato
non veramente vissuto
percorso con distrazione e paura
desiderio e angoscia,

voltare pagina
verso un tonfo nero
ultimo, definitivo, liberatorio
calmo.

Giovanni Merloni

TEXTE EN FRANÇAIS

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